mercoledì 7 aprile 2010

Se nell'era digitale si scava una voragine (Corriere della Sera)

Riflessioni sulla memoria

Le innovazioni tecnologiche e la carta. Riflessione sulla capacità di salvaguardare il patrimonio della civiltà

Massimo Gaggi

Le foto di un reportage, tre anni fa in Alaska, sono andate perdute per la rottura dell’hard disk del mio computer. Quelle delle vacanze di due anni fa non le trovo più: finite in una memory card in fondo a qualche cassetto. Le immagini di dieci anni fa so perfettamente dove sono: in un vecchio floppy disk. Che i miei computer attuali non sono in grado di leggere. Le foto della mia prima vacanza — altopiano del Renon, 1957 — sono invece sempre lì: cartoncini appena ingialliti, tenuti insieme con un elastico in una scatola da scarpe.

La carta, rigida e costosa, viene sempre più spesso sostituita dalle tecnologie digitali: flessibili, economiche, a basso impatto ambientale e ingombro zero. È la storia che ci è passata sotto gli occhi, quella del ventennio dell’era dei computer, della crescita esponenziale delle informazioni disponibili (testi, immagini, video) e della possibilità di fruirle su uno schermo. Un’accelerazione che non potrà che crescere con la diffusione di strumenti come i telefonini «intelligenti» e, ora, gli ebook e l’iPad, appena messo in vendita dalla Apple negli Stati Uniti: la consacrazione della nuova epoca del supporto mobile ultrasottile e leggero, un po’ computer, un po’ giornale, un po’ tv e anche scaffale della libreria. La rivoluzione delle meraviglie digitali ha, però, anche cominciato a scavare una grossa voragine nella memoria dell’uomo. E non solo perché le nuove tecnologie cambiano i meccanismi dell’apprendimento e spingono verso percorsi di lettura più superficiali, continuamente interrotti dal ricorso ai link: coi nuovi supporti magnetici o elettronici, la conservazione delle informazioni per lunghi periodi di tempo si è rivelata un’impresa sorprendentemente ardua.

Non si tratta solo della perdita di dati o immagini, magari non essenziali, delle nostre vite private. Ormai, tra l’altro, le foto si possono archiviare anche in rete, se non ci si preoccupa troppo della privacy e della durata del servizio. «Tra l’altro nota Nicholas Carr, studioso dell’impatto della Internet culture sulle società contemporanee, «la crescente tendenza a trasferire i propri dati nelle cosiddette "nuvole digitali" senza più archiviarli in supporti di memoria personali crea una nuova vulnerabilità. Nella "cloud", infatti, tutto passa da un sistema di elaborazione di dati centralizzato. Che può essere sicuro e fruibile per un gran numero di anni. Oppure vulnerabile, esposto a incidenti tecnici, concepito con un orizzonte temporale limitato. Noi non lo sappiamo: siamo completamente nelle mani di chi gestisce il servizio».

Ma il problema della conservazione del patrimonio collettivo delle civiltà è ben più serio di quello dei nostri dati privati. Qui la desertificazione della memoria dilaga ovunque: i risultati dei censimenti Usa del periodo 1960-1980 sono andati in gran parte perduti, mentre il Pentagono non riesce più a recuperare i dati sull’uso di defolianti — l’agente «orange» — durante la guerra del Vietnam. Informazioni preziose per la ricerca e l’aggiornamento di alcune terapie mediche. La Nasa, poi, oltre a non avere più un programma spaziale degno di questo nome, sta diventando un cimitero di informazioni sepolte: i nastri sui quali sono stati registrati i dati dei voli spaziali degli Anni 70 sono inservibili da più di un decennio. Alcuni erano stati tradotti in formato digitale prima del loro decadimento, altri no. Ma anche gli apparecchi per la lettura dei nuovi formati, nel frattempo, sono divenuti obsoleti per la rapida evoluzione delle tecnologie elettroniche.

Il libro non ha bisogno di strumenti speciali per essere letto e, se la carta non contiene acidi, dura secoli: senza risalire alle incisioni su pietra e ai papiri dell’antico Egitto o alla Mesopotamia delle tavolette d’argilla vecchie di tremila anni che contengono il poema epico Gilgamesh, il volume di carta più antico, rinvenuto un secolo fa in una caverna della Cina, risale all’868 dopo Cristo. Sono numeri che fanno impallidire archivisti ed esperti della conservazione dei materiali che, alle prese con le tecnologie elettroniche, devono fronteggiare due ordini di problemi. Il primo riguarda il rapido deterioramento dei materiali: nastri magnetici di registratori audio e video, pellicole, floppy disk morbidi, hanno vita breve, dai cinque anni ai vent’anni. Cd e dvd si ritiene che possano durare, a seconda della qualità dei materiali usati, da venti a cento anni, ma nessuno ha idee chiare in proposito. La rottura dell’hard disk di un computer significa morte istantanea per tutte le informazioni che vi erano state immagazzinate. Il secondo nodo è quello della difficoltà di mantenere in efficienza strumenti elettronici ormai superati ma che sono gli unici in grado di leggere supporti (nastri, dischi, schede di memoria) non compatibili coi computer delle ultime generazioni.

Siamo ancora nell’infanzia dell’era digitale, ma le storie sono già molte: la manutenzione di centinaia di testate nucleari degli Anni 70 è costata al Pentagono 62 milioni di dollari più del previsto perché, per poter leggere manuali non disponibili su carta, è stato necessario ricostruire da zero apparecchiature analogiche che risalgono a due generazioni fa. Ci si è riusciti soltanto grazie alla disponibilità di qualche esperto di tecnologie ormai perdute, che ha accettato di interrompere la vita da pensionato per tornare al lavoro. La Nasa, racconta la rivista «New Scientist», ha vissuto una vicenda simile: aveva bisogno di recuperare i dati trasmessi negli Anni 60 dalle sonde Lunar Orbiter, ma non aveva più i lettori di nastri del tempo. Alla fine ne ha trovato uno nella cantina di un suo ex dipendente: era diventato la tana di una lucertola. Restaurarlo e imparare di nuovo a usarlo è stata un’impresa. Problemi che riguardano la scienza, ma anche la conservazione di tutti gli altri aspetti della nostra civiltà, dalla letteratura alla storia. L’Archivio nazionale di Washington ha investito una cifra enorme per evitare che 11 mila ore di registrazioni di testimonianze di criminali nazisti al processo di Norimberga — a partire dal racconto del dottor Mengele dei suoi esperimenti su cavie umane — andassero perdute. Anche qui è stato necessario ricostruire un Recordgraph, strumento col quale, negli Anni 40, venivano letti rudimentali nastri di plastica.

Anche la letteratura comincia ad avere i suoi problemi. Salman Rushdie sta esponendo alla Emory University di Atlanta il suo materiale d’archivio: libri, manoscritti, giornali e quattro computer Apple. Un «giacimento» digitale di 18 gigabyte, la cui esplorazione, però, già presenta grossi problemi tecnici. E sì che Rushdie ha cominciato a usare la scrittura elettronica solo 21 anni fa, quando la fatwa dell’ayatollah Khomeini lo costrinse a vivere nascosto. Quello dello scrittore anglo-indiano è solo il primo di una serie di casi destinati a diventare l’incubo di bibliotecari e archivisti di tutto il mondo: tre settimane fa l’Harry Ransom Center della Texas University ha annunciato di aver acquistato gli archivi digitali di David Foster Wallace, lo scrittore morto suicida nel 2008. A sua volta la Houghton Library di Harvard sta cercando di capire come utilizzare i 50 vecchi floppy disk ricevuti da John Updike poco prima della sua scomparsa. Leslie Morris, curatore della Houghton, ha spiegato al «New York Times» che la biblioteca non dispone della metodologia né delle risorse per «processare» questi supporti digitali: «Per ora ci limitiamo a conservarli in un ambiente con temperatura e umidità controllate». E Anne Van Camp, direttrice degli archivi della Smithsonian Institution, confessa allo stesso quotidiano di non dormirci la notte: tocca a lei, insieme ad altri esperti incaricati dalla National Science Foundation, cercare una risposta tecnicamente ed economicamente praticabile al dilemma della «digital preservation».

Mentre le riviste scientifiche di mezzo mondo immaginano scenari apocalittici — il mondo semidistrutto da guerre o cataclismi naturali con i superstiti che non riescono a ricostruire le conoscenze della nostra civiltà perché privi degli strumenti di lettura di ciò che resta degli archivi elettronici — commissioni governative, National Archives (che hanno investito 308 milioni di dollari nell’impresa) e fondazioni private cercano risposte per uno dei dilemmi più sorprendenti e sottostimati del nostro tempo. Le questioni sono tecniche ma anche economiche: la carta rimane l’unico standard certamente capace di durare nel tempo, mentre le rivoluzioni tecnologiche rendono rapidamente obsolete tutte le nuove macchine che arrivano sul mercato. E quando uno standard di lettura non è più considerato efficiente viene spazzato via: ingegneri e «softwaristi» hanno il culto dell’efficienza. La loro attenzione è tutta concentrata sull’immediato, sull’equazione «più veloce, meno costoso». «Quello dell’eternità» — sintetizza il «New Scientist» — «non è considerato un mercato interessante». Il timore, diffuso tra gli intellettuali, di perdere la memoria per effetto dell’avvento di una nuova era delle macchine che rivoluziona i meccanismi dell’apprendimento e anche quelli dell’archiviazione fisica ha ispirato lo scrittore di fantascienza Neal Stephenson che in Anathem, il suo ultimo romanzo, racconta la storia di una comunità di scienziati trapiantata sul pianeta Arbre. Uomini che, per sfuggire a una civiltà elettronica che atrofizza le capacità mnemoniche e spinge a ragionare con una logica di breve periodo, decidono di rinchiudersi in una specie di convento privo di computer dove tutti i calcoli vengono fatti a mano, su fogli di una carta capace di durare millenni. Un luogo nel quale si lavora solo su progetti privi di scadenza e nel quale l’unico motore di ricerca è la capacità di archiviazione della propria mente, quotidianamente allenata ad ampliare i confini del sapere immagazzinato.

Un romanzo visionario, metafora di una contemporaneità contrassegnata dalla diffusione dell’attention deficit disorder (la difficoltà che molti, soprattutto i giovani, incontrano nel concentrarsi). Più di uno spunto, Stephenson lo ha trovato in una curiosa iniziativa, quella della Long Now Foundation (Fondazione del lungo presente): un’associazione filantropica di intellettuali — dal musicista Brian Eno al «computer scientist» Danny Hillis — che credono nel valore della tecnologia, ma vogliono anche contrastare il diffondersi della logica dello short term, del risultato immediato, da loro vista come una sorta di «sottocultura digitale». L’iniziativa più nota della fondazione, il cui obiettivo è seminare iniziative culturali che «guardano lontano», è il piano per la costruzione di un orologio meccanico capace di funzionare per diecimila anni quasi senza interventi umani, alimentato da pochissima energia, robusto e basato su componenti di basso valore in modo da ridurre il rischio di furti o di distruzione in qualche calamità naturale o provocata dall’uomo. Un piccolo prototipo è stato realizzato una decina d’anni fa ed è attualmente in funzione in un museo inglese. L’orologio millenario vero e proprio, una specie di cattedrale della meccanica, verrà, invece, costruito nei prossimi anni in un località del Nevada.

A progettarlo è stato lo stesso Hillis, scienziato informatico che ha speso la sua vita nello sviluppo di quella che il massmediologo Derrick De Kerckhove chiama la «fase cognitiva dell’era elettrica». Ma che è anche consapevole della fragilità delle tecnologie digitali e della necessità di assicurarsi contro il rischio di blackout o di improvvise ondate «controrivoluzionarie». La Long Now, comunque, ha in cantiere anche programmi dal valore più pratico come «Rosetta Project»: la realizzazione di dischi di nickel capaci di durare centinaia, forse migliaia di anni, ognuno dei quali, attraverso una tecnica di microincisioni, può contenere fino a 30 mila pagine di testo. È questa la via giusta per garantire che l’umanità, trasformando i suoi archivi cartacei in una sterminata biblioteca digitale come quella sognata dai fondatori di Google, non rischi di passare repentinamente da «tutta la conoscenza dell’universo a portata di click» all’improvvisa oscurità di un mondo che smarrisce la memoria? Difficile individuare una soluzione tecnica affidabile, rinunciare a ogni back up su carta. Di certo tutte le soluzioni allo studio hanno costi elevati e pongono il problema di quale sia, nella babele degli scritti e delle immagini, la conoscenza del mondo che merita di essere salvata.

Meglio, comunque, questi dilemmi che addentrarsi a cuor leggero, con l’ottimismo del tecno-utopista, in un mondo nel quale — come spiega Michael Olson, project manager degli archivi digitali dell’università di Stanford — gli unici a sapersi orientare tra dischetti, flash card, cd, dvd, vecchi e nuovi computer, sono i reparti specializzati della polizia investigativa. Dall’ottimismo di chi spera nella diffusione di una conoscenza universale e democratica ai saperi affidati a un «apriscatole» giudiziario.

Massimo Gaggi

http://www.corriere.it/cultura/10_aprile_04/memoria-era-digitale-scava-voragine_4dc400cc-3fc9-11df-8d90-00144f02aabe.shtml

mercoledì 17 marzo 2010

Pubblicate on line le "Linee guida per i siti web della PA" in una versione preliminare.

Linee guida per i siti web delle PA

Pubblicate on line le "Linee guida per i siti web della PA" in una versione preliminare.
E' possibile partecipare, attraverso un forum di discussione dedicato, ad una consultazione pubblica telematica della durata di due mesi per coinvolgere i vari stakeholder al fine di proporre suggerimenti e indicazioni, che saranno utili per una revisione del documento.
Previste dalla Direttiva del 26 novembre 2009 n. 8 e rivolte a tutte le amministrazioni pubbliche, le Linee guida intendono avviare un processo verso il "miglioramento continuo" della qualità dei siti web pubblici.
Questi i temi fondamentali trattati: razionalizzazione dei contenuti on line e riduzione dei siti web pubblici, registrazione al dominio .gov.it, caratteristiche e componenti principali di un sito web pubblico, trattamento dei dati e della documentazione pubblica on line, copyright, partecipazione web 2.0 e principi base per misurare la qualità dei siti.

Per saperne di più

* Presentazione delle linee guida per i siti web
* Linee guida per i siti web
* Accedi alla consultazione telematica

martedì 23 febbraio 2010

“Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down”: è solo trollismo, ma è pericoloso. Impariamo a disinnescarlo.

Articolo da non perdere sul tema “Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down”: è solo trollismo, ma è pericoloso. Impariamo a disinnescarlo".

Troll,, FaceBook ed il regime

Troll di regime

Sul gruppo di Facebook contro i bambini down ha già detto bene e molto Fabio Chiusi: spiegando come oltre un certo limite il trollismo crei «dolori per la libertà di espressione in rete di tutti».

Aggiungerei solo che le prossime due settimane saranno decisive nella discussione di un paio di leggi finalizzate a soffocare la Rete in Italia: il decreto Romani sui video e il riesumato disegno di legge Alfano sulle intercettazioni, con la nota norma ammazza-blog.

Nessuno vuol fare tanta dietrologia da pensare che il gruppo anti-down sia stato fatto apposta: ma certo bastava sentire i titoli dei tg di stasera per capire che all’approvazione di queste leggi è stato molto utile.

Insomma, lo chiamerei trollismo di regime.

Postato questo commento nel blog di Gilioli : la matrice di alcuni tra questi gruppi “aberranti... Mostra tutto” è spesso rintracciabile nel gruppo “Radio Troll” i cui membri cambiano vorticosamente nome ed identità. Il culto di ideologie di destra estrema è rintracciabile in loro vecchi post che avevo visti al tempo del gruppo “Adotta un bambino haitiano morto” (gruppo fondato da due dei membri di Radio Troll) ma, sinceramente non mi va di andare a rintracciare ora. Questo gruppo, come altri analoghi, continuano una opera indefessa di trollaggio. E’ vero che questo gioco è cavalcato dai vari Alfano di turo ma altrettanto vero è che questo drappello affonda le radici in aree diverse.

Sono anche andato a verificare se, come era stato il caso dei gruppi ANTI “adotta un bambino haitiano morto” i fondatori fossero riconducibili alla stessa radice dei fondatori del gruppo contro cui andare (teoricamente) contro ma mi parrebbe non essere così.
O almeno non ho trovato la strada giusta.





Viral trolling e il Vendicatore Mascherato.

E' stata la prima cosa che ho pensato, ma non ho osato scriverla. Poi per fortuna ha provveduto Gilioli, imprimendo il suo marchio di autorevolezza ai miei più nascosti sospetti.

Come mai, mi chiedevo, ogni volta che in Parlamento si deve discutere qualche legge relativa al web salta fuori il sito nazista o la pagina Facebook delirante? E per "salta fuori", s'intende ovviamente il venir squadernata su ogni TG della sera, con grave scandalo ed indignazione del popolo tutto.

Ma se finora poteva esserci qualche barlume di credibilità nelle pagine che inneggiano ad esempio ai lanciatori di souvenir, con il gruppo Facebook che invoca la morte dei bambini down (con tanto di foto di delizioso faccino di neonato con l'insulto stampato in fronte) si è raggiunto e oltrepassato il limite dell'assurdo e del ridicolo. Forse finora non ci eravamo scandalizzati abbastanza.

Vi pare inverosimile che sia un trolling? Eppure il meccanismo è semplicissimo, basta ispirarsi al viral marketing. Ecco come si fa. Si crea una pagina Facebook inneggiante alla cosa più ignobile e assurda venga in mente, tale da destare indignazione persino nel più efferato dei criminali (che so: "evviva i mafiosi che gettano i bimbi nell'acido", così per dar loro un'idea); la pagina viene firmata con nomi da fumetto: il Vendicatore Nero e il Malvagio Mascherato sono nickname alla Tom Sawyer, atti a destare paura solo nei bambini dell'asilo e nei giornalisti italiani. Poi, si segnala tale gruppo presso tutti i contatti di altri account.

In un attimo, il gruppo conterà migliaia di iscritti: ovvero, tutti coloro che si iscrivono subito per insultare i creatori della pagina. Si, perché la stampa fa finta di non saperlo, ma anche per dissociarsi da un gruppo occorre prima iscriversi.

Il regalino è pronto. Giornali e TV si buttano a pesce a raccontare ai milioni di italiani che non sanno neppure come ci si collega ad Internet (ma che sanno usare perfettamente i loro cellulari) che la Rete è sentina di vizi e collettore di bassi istinti criminali, i politici si precipitano a rilasciare dichiarazioni indignate (si indignano a compartimenti stagni), e il Parlamento propone soluzioni fantasiose quali costringerci a dare la carta d'identità ogni volta che battiamo un tasto sul PC. Bisogna pur combattere certe efferatezze!

Facebook si presta benissimo a tali operazioni di viral trolling di regime. Se ne sta, indifferente a tutto, a Palo Alto in California, ed è impossibile risalire a chi sia stato, a differenza di un qualsiasi server italiano che sarebbe obbligato a fornire i dati di chi si è collegato in un dato momento (esatto: questa legge esiste già!). Inoltre, si conta sullo spirito di emulazione di tanti imbecilli o ragazzini che pur di finire in televisione (massima ambizione italica) si affrettano a inaugurare gruppi "diamo fuoco ai cuccioli abbandonati", svolgendo comodamente il lavoro gratis al posto degli troll addetti. Per finire, si conta anche moltissimo sulla boccalonaggine dei navigatori italiani, che amano tanto la libertà di espressione e quindi non sanno trattenersi dal dare la guazza a questi finti gruppi pur di coprirli di insulti.

Eppure sarebbe tanto facile: basterebbe NON iscriversi a gruppi civetta, neppure per insultarli. Cosa se ne farebbe il TG di un gruppo con 4 iscritti? Non è una notizia. Perché la notizia, cari miei, siete voi che vi iscrivete. Siete "migliaia", migliaia di "sostenitori" di efferati criminali senza cuore. Non importa che l'abbiate fatto per insultare, questo particolare viene abilmente taciuto (a dimostrazione della malafede di tutta l'operazione), e voi venite usati per infamare tutta la Rete.

Il prossimo gruppo, "Impicchiamo la vecchietta del terzo piano", non mi avrà. E il Vendicatore Mascherato potrà cantarsela e suonarsela da solo, per quel che mi riguarda. Don't feed the regime troll.


giovedì 21 gennaio 2010

Equo compenso?

Il ministro Bondi ha firmato: SIAE dovrà redistribuire agli autori denari che proverranno dalla vendita di dispositivi di archiviazione di ogni tipo, telefonini compresi. Anche se non destinati alla copia privata

leggi l'articolo su Punto Informatico

giovedì 7 gennaio 2010

Qualità dei siti web pubblici

Direttiva n. 8/09 - Relativa alla riduzione dei siti web delle P.A. e per il miglioramento della qualità dei servizi e delle informazioni on line al cittadino

Disposizioni in materia di riconoscibilità, aggiornamento, usabilità, accessibilità e registrazione al dominio ".gov.it" dei siti web delle P.A..
Registrata alla Corte dei conti in data 17 dicembre 2009, Registro n. 11, foglio n. 33
26 novembre 2009




Le amministrazioni pubbliche che intendono mantenere attivi i siti internet istituzionali dovranno provvedere all’integrazione del dominio .gov.it nel più breve tempo possibile, rimuovendo, nel contempo, tutti i siti non più ritenuti utili.
Con l’emanazione della direttiva 8/2009 il Ministro Brunetta intende operare una drastica razionalizzazione dei siti web delle pubbliche amministrazioni al fine di migliorare i servizi e le informazioni che vengono resi al cittadino attraverso la comunicazione internet.

Uno dei principali strumenti per veicolare informazioni e servizi ali cittadini è quello del sito web istituzionale. Ma fino ad oggi, si legge nella direttiva, la loro realizzazione “è nata dalla singola iniziativa con modalità spesso eterogenee”. Soprattutto per il fatto che in questi anni si è verificata la registrazione e la creazione di siti web per specifici progetti che non hanno avuto una correlazione col sito internet istituzionale della pubblica amministrazione. Senza dimenticare il fatto che la PA creatrice del sito non ha poi provveduto alla rimozione del sito anche dopo la chiusura del progetto o dell’iniziativa. Il cittadino spesso si imbatte in pagine internet su siti pubblici che non sono né validi né aggiornati. Pertanto, scopo della direttiva, è fissare delle regole in merito al corretto uso della rete da parte delle amministrazioni pubbliche.

Tutte le amministrazioni pubbliche che intendono “essere presenti” su internet dovranno dotare il proprio sito del dominio “gov.it”. Questo dominio costituisce l’unico punto di “riconoscibilità, usabilità e accessibilità” in quanto permette al cittadino di rendersi immediatamente conto che si trova davanti ad un sito della pubblica amministrazione.

Tutte le amministrazioni dovranno al più presto effettuare una ricognizione dei siti che intendono mantenere attivi (cioè rintracciabili sulla rete) e provvedere alla loro iscrizione con il dominio “gov.it”. L’obiettivo è quello di sviluppare, promuovere e diffondere un accesso diretto, semplificato e qualitativamente valido alle informazioni che, attraverso il mezzo telematico, vengono rese all’utenza.

Nel contempo, tutti i vecchi siti internet, per i quali le stesse amministrazioni pubbliche proprietarie non ritengono più opportuno il loro mantenimento, dovranno essere cancellati. Le PA dovranno rendere noto al dicastero della Funzione Pubblica l’elenco dei siti che intendono dismettere.

tratto da: http://www.accessibile.gov.it/news/direttiva-n-82009-dominio-gov-it-per-tutti-i-siti-della-pa-e-%E2%80%9Crottamazione%E2%80%9D-di-quelli-obsoleti/



http://www.funzionepubblica.it/dipartimento/docs_pdf/dir_n_8_09.pdf

vedi anche:

http://www.accessibile.gov.it/news/direttiva-n-82009-dominio-gov-it-per-tutti-i-siti-della-pa-e-%E2%80%9Crottamazione%E2%80%9D-di-quelli-obsoleti/


http://archimacerata.splinder.com/post/21905100/Direttiva+Brunetta+sulla+quali

venerdì 23 ottobre 2009

Facebook, interviene Maroni "Stop alla pagina anti-Berlusconi"

Facebook, interviene Maroni "Stop alla pagina anti-Berlusconi"


Malafede e ignoranza profonda tramutano una "consueta" e stupida goliardata in fatto politico. La assoluta ignoranza delle elementari regole di internet ha fatto, nelle ore passate dire baggianate.
Quando un ministro competente?

venerdì 16 ottobre 2009

Facebook database outage cut off about 150,000

Da non perdere!

Facebook non è del tutto perfetta, diciamo così

venerdì 9 ottobre 2009

Blog Fest, Riva del Garda 2 / 4 ottobre

Di seguito l'elenco completo dei premiati.



Miglior Blog 2009: Spinoza

Blogger dell’anno 2009: Paul the Wine Guy
Post dell’anno, assegnato da Liquida: “19 marzo, la festa del mio papa‘” – Cloridrato di sviluppina
Miglior community: Spinoza
Miglior servizio per i blog: Wordpress Italy
Miglior blog collettivo: Spinoza
Miglior blog di cazzeggio gratuito: Uccidi un grissino, salverai un tonno
Blog rivelazione del 2009: L’Antefatto
Miglior blog andato a puttane: Beppe Grillo
Miglior blog d’opinione: Voglio Scendere
Miglior blog “food and wine”: Un tocco di zenzero
Miglior blog mobile: Repubblica.it
Il blog cattivo più temibile della blogosfera: Le Malvestite
Il miglior blog giornalistico: Piovono Rane di Alessandro Gilioli
Miglior blog tecnico: Il Disinformatico
Miglior Photoblog: Voglia di Terra
Miglior blog di Motori: Autoblog
Miglior Podcast: RadioNation
Miglior blog televisivo: TvBlog
Miglior blog musicale: RadioNation
Miglior blog di vip: Voglio Scendere
Miglior blog cinematografico: Cineblog
Miglior blog erotico: Pensieri senza mutandine
Miglior disegnatore: L’orso ciccione
Migliore grafica: Coreingrapho
Miglior blog letterario: Come diventare il mio cane

martedì 29 settembre 2009

Anche a Reggio il restauro virtuale (così dicono ...)

Interessanti aspetti sullo sviluppo della politica relativa a tutela e conservazione e valorizzazione dei beni culturali.
Ovvero dove si parla di una NUOVA METODOLOGIA DI RESTAURO



Anche a Reggio il restauro virtuale

BENI CULTURALI: CON DIGI.ART ARRIVA A REGGIO CALABRIA IL RESTAURO VIRTUALE

venerdì 25 settembre 2009

Wikipedia e i competenti verificatori di wikipedia

Stoppato da un "verificatore" di Wikipedia per aver modificato la voce Direzione Generale per gli Archivi ai sensi della normativa vigente!!

Tuttavia, modifiche distruttive o improprie, come quelle che hai fatto su Direzione generale per gli archivi, sono considerate vandalismi. Se continui in questa maniera potresti essere bloccato in scrittura senza ulteriori avvertimenti.

Questa la risposta inviata al direttivo wikipedia:

Spettabile direttivo

La voce da me modificata (utente GianCAD) relativa alla Direzione Generale per gli Archivi http://it.wikipedia.org/wiki/Direzione_generale_per_gli_archivi aggiornata ai sensi della normativa vigente (nuova struttura del MiBAC a seguito dell’entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233, recante « Regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, a norma dell’art. 1, comma 404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296» , pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Uffi ciale 15 dicembre 2007, n. 291, come modificato dal presente DPR n.91 del 2 luglio 2009, Regolamento recante modifiche ai decreti presidenziali di riorganizzazione del Ministero e di organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro per i beni e le attività culturali , pubblicato nel Supplemento ordinario alla G.U. n. 164 del 17/07/2009) è stata considerata dal wikipediano XXXXX come vandalismo!!!!

Vandalismo è riportare il dettato dei decreti????

Prego di verificare i verificatori, e chiedo formalmente di essere accettato come verificatore delle voci di Archivistica, stante la evidente incompetenza da parte del wikipediano summenzionato.
Prego anche di ripristinare la versione corretta come è nello spirito di wikipedia che, peraltro, dovrebbe, attraverso personaggi come il summenzionato XXXXX, provvedere alla correttezza delle voci.

Distinti saluti



Che dire????

venerdì 11 settembre 2009

La partecipazione di CulturaItalia a Europeana

http://www.otebac.it/

La partecipazione di CulturaItalia a Europeana: il contributo italiano per lo sviluppo della biblioteca digitale europea Oltre un milione di dati italiani saranno presenti in Europeana nella primavera del 2010

"L'Italia è pienamente impegnata nella realizzazione di Europeana attraverso Culturaltalia, il Portale della Cultura Italiana". Lo ha detto Rossella Caffo, direttore dell'ICCU e responsabile del portale italiano dei Beni culturali, facendo riferimento alla divulgazione dei dati sui contributi dei vari Paesi a Europeana e sulla richiesta di Bruxelles di maggiori partecipazione degli stati membri al progetto della biblioteca digitale europea, lanciato un anno fa dall'Unione
europea.

La Caffo spiega che "entro la primavera del 2010 oltre un milione di records italiani saranno presenti in Europeana". "Finora --spiega la Caffo-- a Europeana sono già stati inviati 50.000 dati relativi a risorse digitali 'italiane' per testare la procedura di invio automatico delle informazioni e entro dicembre 2009 si prevede l'invio di altri 100.000 dati provenienti principalmente dalle biblioteche italiane".
"Culturaitalia" aggiunge la responsabile del portale italiano "è stato uno dei primi aggregatori nazionali di contenuti ad essere pienamente in linea con le indicazioni del Consiglio dell'Unione Europea del 2008 sui criteri di realizzazione della biblioteca digitale europea".

Un piano di sviluppo e di coordinamento con Bruxelles reso pubblico nel corso del convegno organizzato dal Ministero il 2 aprile scorso, cui ha preso parte anche la stessa direttrice della Biblioteca digitale europea Jill Cousins, che prevede l'invio costante di dati.

CulturaItalia, iniziativa congiunta del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, delle Regioni e del Dipartimento Innovazione e tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha tra i suoi obiettivi principali la raccolta di contenuti nazionali provenienti da tutti i settori della cultura e permette l'invio automatico dei dati a Europeana. Il portale Culturaitalia raccoglie oggi più di 2 milioni di dati provenienti da musei, archivi, biblioteche e dal settare degli audio-visivi sia del Ministero che di Regioni e enti privati, come fondazioni e centri di ricerca, che hanno aderito al progetto.

Inoltre l'Italia attraverso il progetto ATHENA ha anche un altro importante ruolo nel progetto di sviluppo di Europeana: facilitare e sostenere la partecipazione dei musei europei a Europeana con l'obiettivo di far confluire i loro contenuti nella biblioteca digitale
europea. Europeana pubblica infatti risorse digitali non solo relative ai beni librari, ma anche risorse appartenenti a musei e archivi tradizionali e di audiovisivi.

Roma, 9 settembre 2009

mercoledì 26 agosto 2009

Le biblioteche italiane sul web. Google partner per il libro digitale

"Le biblioteche italiane ospitano un vero e proprio tesoro di capolavori nei diversi campi della cultura. Il ministero per i Beni e le Attività Culturali sente il dovere di mettere a disposizione di tutto il mondo questa meravigliosa collezione, per diffondere la cultura e la lingua italiana e fare in modo che chiunque sia interessato ai nostri capolavori possa avervi accesso, nel rispetto delle leggi sul diritto d'autore''. E' quanto afferma Mario Resca, neo direttore generale della Valorizzazione dei Beni Culturali, delegato dal ministro Sandro Bondi a partecipare ai lavori della conferenza dei direttori delle biblioteche nazionali del mondo a dimostrazione della rinnovata attenzione ai problemi e alle opportunità del patrimonio bibliotecario italiano.
''A questo proposito - aggiunge Resca - sono lieto di annunciare che stiamo valutando con Google la possibilità di partecipare all'ambizioso progetto di digitalizzazione dei libri. Noi vediamo la partnership con Google come un modo importante non solo per preservare e promuovere il ricco patrimonio culturale italiano ma anche per promuovere l'immagine stessa del nostro Paese".

''Google sta già collaborando con successo con le biblioteche di vari Paesi, tra cui Francia, Belgio, Inghilterra, Svizzera, Germania e Spagna. La nostra biblioteca digitale conta già oltre 100 lingue diverse. Siamo molto soddisfatti dell'interesse mostrato dalla Direzione per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Mibac a diventare partner del nostro progetto Books", dichiara in una nota Santiago de la Mora, responsabile di Google Books per l'Europa. "Siamo convinti - aggiunge de la Mora - che il supporto da parte delle autorità italiane sia un'importante dimostrazione dell'attenzione del Paese alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie per la diffusione della conoscenza e, allo stesso tempo, un riconoscimento del valore che il nostro progetto di digitalizzazione può portare all'Europa''.

La fonte

venerdì 3 luglio 2009

Nulla si distrugge ....


Come sempre per avere notizie aggiornate, precise e qualificate sul sito italia.it o come si chiamerà occorre connettersi a questa url

http://magicitaly.files.wordpress.com/2009/06/tragicitaly.jpg?w=180&h=107

martedì 30 giugno 2009

Berlusconi annuncia il ritorno di Italia.it

Il premier annuncia il ritorno del portale naufragato un anno e mezzo fa. Il logo "Magic Italy" sarà usato per gli spot all'estero.

La prima notizia è che Italia.it, il portale dei disastri chiuso un anno e mezzo fa, sta per tornare, e lo farà a breve: prima della fine di luglio.

La seconda è che finalmente si è fatta chiarezza sui loghi che saranno usati per promuovere l'immagine del nostro Paese sia internamente che all'estero: tornano quindi alla carica sia il tanto criticato Magic Italy che la seconda versione, quella recante la scritta Italia.

Sono questi i contenuti fondamentali della conferenza stampa con cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, hanno presentato la propria strategia per il rilancio dell'Italia.

L'obiettivo è stimolare la crescita del settore turistico, il quale dovrà arrivare a incidere sul Pil per il 20% (ossia raddoppiare il dato attuale); il progetto è più che ambizioso considerata l'attuale immagine appannata dell'Italia, superata nella classifica mondiale del settore da Francia, Germania, Stati Uniti e Cina.

A luglio - pare verso la metà - debutterà dunque il rinato portale Italia.it, con una veste grafica rinnovata e nuovi contenuti, mentre più nulla è dato sapere su quello che avrebbe dovuto essere il suo successore, ossia Italia.info.

Non sarà però già in versione definitiva: si tratterà più che altro di una "anteprima promozionale", mentre l'edizione finale seguirà a breve.

Magic Italy sarà invece lo slogan usato per gli spot all'estero: secondo le spiegazioni date da Berlusconi, è stato studiato per ricordare la dicitura Made in Italy.

Il logo con la scritta Italia, usato per la pubblicità nazionale, ha avuto l'onore di venire spiegato dal Ministro Brambilla, la quale ha dichiarato come per la sua ideazione il governo si sia orientato "su due concetti forti: l'eccellenza del Made in Italy, arte, moda e design, e l'essenza del Made in Italy, natura, sapori, bellezza".

"Abbiamo scelto ordine e rigore, unito però alla leggerezza e alla musicalità del nostro paese, a quella morbidezza e sinuosità che rendono duplice e di difficile sintesi, ma anche unico, lo stile di vita italiano" ha continuato il Ministro, spiegando così la scelta di unire una "scritta rigida e impostata" in Bodoni con "lo svolazzo fregio di un nastro onda con i colori italici".

La prima prova della nuova immagine dell'Italia avrà luogo all'Aquila durante l'incontro dei leader del G8.

In quell'occasione debutterà lo slogan Magnifica Italia, che accompagnerà sette filmati realizzati appositamente per il rilancio dell'Abruzzo: i video saranno mostrati al G8 e resi disponibili su Italia.it quando tornerà visibile.

L'articolo su Zeus News

mercoledì 20 maggio 2009

Il Papa si affaccia dalla piazza virtuale: Ratzinger ora si incontra su Facebook

La Chiesa si apre alle teconogie più moderne
Il Papa si affaccia dalla piazza virtuale: Ratzinger ora si incontra su Facebook
Anche Benedetto XVI da giovedì sarà sul social network più famoso del mondo per dialogare con i giovani. L'iniziativa si inserisce in un progetto più ampio che si chiama Pope2You da cui è possibile scaricare anche applicazioni per I-phone

(20/05/2009 - 09:18:13) fonte webinfo@adnkronos.com

Anche su Kermes - Internet per il restauro

La bestemmia al posto del capolavoro artistico sul sito dell'Istituto del restauro

La bestemmia al posto del capolavoro artistico sul sito dell'Istituto del restauro

La bestemmia sembra buttata lì per caso, un po’ nascosta, alla penultima riga, seconda schermata. Scherzo? Provocazione? O incidente di percorso dell’ignoto compilatore dell’elenco dei capolavori di interesse artistico e culturale che possono essere messi in pericolo dai terremoti? Basta consultate il sito della «carta del rischio», curata dall’Istituto centrale per il restauro, emanazione del ministero dei Beni culturali.

Si tratta di un sistema informativo per gli enti locali e quanti sono preposti alla tutela del patrimonio culturale, come supporto dell’attività amministrativa. Basta cliccare nell’homepage www.cartadelrischio.it sulla «consultazione guidata della banca dati», scorrere la seconda schermata e in basso a destra, la penultima casella contiene l’improbabile errore al posto della descrizione artistica dell’opera da tutelare.

Gianna Fregonara
19 maggio 2009

vedi anche

La bestemmia diventa un’opera d’arte

giovedì 23 aprile 2009

Conservare il digitale. Riflessioni su modelli archivistici, figure professionali e soluzioni applicative

Tratto da una mail della distribution list "Archivi 23":

"Buongiorno a tutti.

Ho il piacere di invitarvi al convegno "CONSERVARE IL DIGITALE. RIFLESSIONI SU MODELLI ARCHIVISTICI, FIGURE PROFESSIONALI E SOLUZIONI APPLICATIVE" che si svolgerà a a Macerata, nei giorni 7 e 8 maggio 2009, presso l'Auditorium S. Paolo.

L'Iniziativa è promossa dall'Università degli Studi di Macerata in collaborazione con diverse istituzioni pubbliche del territorio maceratese e vuole rappresentare un momento di approfondimento, sotto il profilo culturale scientifico, ma anche pratico operativo, delle tematiche relative alla conservazione dei documenti informatici e degli archivi digitali.

Il tema della conservazione digitale sarà sviluppato sotto tutti gli
aspetti: archivistico, tecnologico, formativo, organizzativo e normativo. Inoltre, saranno presentate le iniziative più interessanti a livello nazionale che mirano alla costituzione dei cosiddetti "Centri di conservazione digitale" o "Depositi digitali".

Il depliant e le informazioni su questo convegno sono reperibili sui siti www.masterarchividigitali.it e www.task.sinp.net, dove è possibile anche compilare il modulo di iscrizione.

La partecipazione è gratuita, ma si consiglia l'iscrizione on line per ragioni organizzative.

(...)

Prof. Stefano Pigliapoco
Università di Macerata"

lunedì 16 marzo 2009

Il Web compie 20 anni. L'inventore: "Le sue radici saranno per sempre legate al Cern"

Roma, 14 mar. - (Adnkronos) - Il World Wide Web, chiamato più familiarmente "Web", compie 20 anni. A festeggiare il ventesimo compleanno del WWW ieri, al Cern di Ginevra dove è stato inventato, nell'ambito di una cerimonia, c'è stato anche il suo ideatore, il ricercatore inglese Tim Berners-Lee, ex operatore del Centro europeo di ricerche nucleari, in Svizzera. Era il 13 marzo 1989 quando Berners-Lee sottoponeva al suo superiore, Mike Sendall, un progetto riguardante un nuovo sistema di gestione dell'informazione, volto a mettere in rete gli scenziati del centro ginevrino e i loro colleghi nel mondo intero.

"Un po' vago, ma promettente" annotò Sendall sul documento, autorizzando tuttavia Berners-Lee a proseguire i lavori. Nel settembre 1990, il ricercatore ricevette un computer NeXT Cube, col quale, nel dicembre successivo, sviluppò il Web.

Se il Web non ha più nulla a che vedere con il sistema d'informazione che all'epoca della sua nascita collegava soltanto un piccolo gruppo di computer del centro di ricerche, "le sue radici saranno per sempre legate al Cern" ha rilevato Berners-Lee nell'ambito della cerimonia durante la quale il ricercatore britannico ha effettuato una dimostrazione con il browser originale.

"Lo spirito creativo che ha permesso a Tim Berners-Lee d'inventare il Web è ancora vivo al Cern" ha assicurato da parte sua il direttore generale del mega centro di ricerche di Ginevra, Rolf Heuer. "Il Web è senz'alcun dubbio la ricaduta tecnologica più conosciuta del Cern -ha detto- ma le tecnologie messe a punto dal Laboratorio trovano applicazioni concrete in numerosi altri campi, come la cattura dell'energia solare o nel settore della risonanza magnetica medica".

mercoledì 21 gennaio 2009

Italia.it rivive con 10 milioni di euro

Italia.it rivive con 10 milioni di euro

Che l'elefantiaco portale del turismo italiano si dovesse reincarnare in un'altra entità web era notizia che aleggiava da tempo. Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta ed il Sottosegretario di Stato con delega al Turismo Michela Vittoria Brambilla hanno ora siglato un protocollo d'intesa: verranno infusi 10 milioni di euro nella realizzazione di un nuovo portale, nel quale potranno trovare spazio i migliori contenuti ospitati dall'ormai defunto Italia.it....... (continua su Punto Informatico)

martedì 18 novembre 2008

Lettera a Brunetta

L'Associazione per il Software Libero ha inviato una lettera aperta indirizzata al Ministro con la quale richiamiamo la sua attenzione riguardo i vantaggi del software libero.

lunedì 10 novembre 2008

giovedì 10 aprile 2008

Finanziamento in favore dell’editoria per ipovedenti e non vedenti

E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministro ai Beni culturali Francesco Rutelli che potrà portare alla digitalizzazione di massa delle opere librarie, in un'operazione pensata per agevolare i disabili visivi, che si traduce nell'impiego delle nuove tecnologie per la diffusione della cultura.
L'Italia è il primo paese al Mondo ad attivare un provvedimento di questo genere....
(leggi l'intera notizia su Punto-informatico.it)

Approfondimenti a breve. Commenti? Anche subito

martedì 8 aprile 2008

Beh .. qualche volta ....

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

E colpa tua !!!

sabato 15 marzo 2008

Naked italy? (please visit it!)

Beh questa è troppo forte. Non so resistere mi viene da piangere per il ridere!!!
Ma lo scriverò!

Il creativo di italia.it (gran successo di pubblico e di critica come tutti sappiamo) si lancia in nuove emozionanti avventure!!!

(vedi una fonte della notizia)

(vedi il sito di quella roba)

mercoledì 5 marzo 2008

Un fantastico web ... (1,1 milioni di euro)


La fonte della notizia
http://www.comune.botricello.cz.it

Il commento

  • Botricello, dunque, 4742 abitanti in provincia di Catanzaro, vuole diventare "Comune globale". Cosa vuol dire comune globale? Leggiamo il bando di gara, capiremo certamente. I botricellesi vogliono che il loro paese diventi una "iCity: una città virtuale per costruire identità attraverso la realizzazione, mediante l'utilizzo della rete, di ambienti di apprendimento e costruzione collaborativi, di una città digitale con spazi dedicati alla riflessione sul sé, sia lungo una dimensione temporale (il presente e il futuro) sia lungo la dimensione sociale del confronto con l'altro". Per "riflettere sul sé", servono un milione e centomila euro..... Leggi tutta la notizia su La Repubblica

lunedì 3 marzo 2008

Querelare per diffamazione e calunnia l'enciclopedia contro Wikipedia

Interessante questa notizia:
Scatta la denuncia, Wikipedia interviene

Cosa accade? Dall'IP si può risalire, con una certa sicurezza, all'autore della diffamazione?
Se si cerca di classificare gli interventi (offensivi, querelabili e qualsiasi altra cosa) su Wikipedia lavorando sugli IP del contributore si hanno sorprese strabilianti.
Ho lavorato, personalmente, su IP che "conosco" e vi ho trovato, ad esempio, una mirabile addizione ... come si dice fica in non mi ricordo quale dialetto meridionale.
D'altra parte s'è sempre detto "La cultura e l'immaginazione al potere" ma credo, sinceramente, che non si intendesse esattamente questo.
Su questi temi prima o poi posto. Signori miei si che posterò ...

giovedì 24 gennaio 2008

Arricchirsi con un dominio internet

In California la più grande fiera di compravendita di nomi di siti Web

Io avrei tante idee! Chi mi ci porta?
Come? Ma... davvero?
Accidentaccio ma che disdetta!
E' già passato. E mò? Che posso fare?

lunedì 21 gennaio 2008

De pro fundis :-)

Salmi 129

1 Canto delle ascensioni.
Dal profondo a te grido, o Signore;
2 Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera.
3 Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere?
4 Ma presso di te è il perdono: e avremo il tuo timore.
5 Io spero nel Signore, l'anima mia spera nella sua parola.
6 L'anima mia attende il Signore più che le sentinelle l'aurora.
7 Israele attenda il Signore, perché presso il Signore è la misericordia e grande presso di lui la redenzione.
8 Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe.

sabato 19 gennaio 2008

Il Portale Italia.it da oggi non c'è più

Clamoroso!! Morte (senza lacrime) di un portale!!

venerdì 11 gennaio 2008

Immagini degradate

Le fonti del dibattito.

mercoledì 9 gennaio 2008

Immagini degradate?

Disegno di legge S1861 Approvato definitivamente dal Senato il 21.12.2007
Disposizioni concernenti la Società italiana degli autori ed editori

Art. 1.
Disposizioni concernenti la Società italiana degli autori ed editori
(... omissis ...)

Art. 2.
Usi liberi didattici e scientifici
1. Dopo il comma 1 dell’articolo 70 della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, è inserito il seguente:

«1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma».

Commenti e fonti nei commenti

sabato 15 dicembre 2007

Ecco alcune considerazioni a lato delle applicazioni del modello qualità web MINERVA

Un messaggio che ho postato alla lista musei-it@musei-it.net e che avrebbe voluto lanciare una discussione...

-----Messaggio originale-----
Da: Buzzanca Giancarlo
Inviato: gio 13/12/2007 21.07
A: musei-it@musei-it.net
Oggetto: Ecco alcune considerazioni a lato delle applicazioni del modello qualità web MINERVA

Estremamente interessante e documentato l'intervento di Pierluigi Feliciati. D'altra parte da un punto di vista quantitativo nessuno potrà mai disconoscere un lavoro capillare e intenso da parte dei soggetti rappresentati.

(continua nei commenti dove posterò, appena possibile una sintesi dell'intervento cui rispondevo)

giovedì 13 dicembre 2007

Portalitalia o Sprechitalia?

A fine anno prenderà il via l'ultimo nato fra i portali del ministero dei Beni Culturali

Un articolo del giornale "La Stampa"

domenica 9 dicembre 2007

La giornata di Consuelo

Tutte le norme sull'accesibilità che tanto procurano fastidi ad alcuni pubblici funzionari ("Non posso rinunciare alla mia suadente calligrafia qualità e roboanza del sito... per quattro cecati!!") non sono capricci di un legislatore schizoide.
Leggete, per cortesia questo.

Non c'entra con l'informatica applicata?

lunedì 3 dicembre 2007

Che onore 2

Oggi, tra le 13 e le 14 molti dei miei blog pubblici (e non) sono stati scansionati partendo da un certo IP.
Non è particolarmente difficile risalire dall'IP ai dati pubblici relativi a quell'IP, sono dati liberamente consultabili e la loro consultazione e/o diffusione non lede alcun diritto. A proposito l'IP è 151.12.58.2.

Alle ricerca di cosa?

ps. basta telefonare e svelo anche quelli non visitati. Ciao! Mi si vuole bene!!!

domenica 18 novembre 2007

Traffic rank

Alexa chi lo conosce?

Interessano i 100 siti più popolari in italia? In questa lista nessun Ministero e nessun ente della pubblica amministrazione a parte RAI, Poste e Trenitalia.

Allora sparo alcune statistiche.
Tutti questi dati sono verificabili in pochi minuti
Tutte le successive statistiche sono state ottenute sostituendo, nella stringa http://www.alexa.com/data/details/traffic_details/beniculturali.it il nome del sito da ricercare.

Il sito del Ministero della Cultura francese è in posizione 16.346
Il sito del Getty Center è in posizione 66.151
Il sito del Ministero per i Beni ed Attività Culturali è in posizione 89.523
Il mitico Italia.it (portale del turismo) è in posizione 109.833
Il sito dell'Istituto Centrale del Catalogo Unico è in posizione 192.544
Il sito Internet Culturale è in posizione 490.957
Il sito Giotto agli Scrovegni (non aggiornato da anni) è in posizione 1,607,671
Il sito Minerva (progetto europeo) è in posizione 1.903.455
Il sito Michael (progetto europeo) è in posizione 2.040.845
Il sito del Comune di Sora (Frosinone) è in posizione 2.130.320
Il sito del cantautore Marco Parente è posizione 6.638.950
Il sito/blog Informaticaapplicata è in posizione 6.824.814
Il sito Osservatori Tecnologico del MiBAC è in posizione 7.093.038
Il sito del Comune di Colfelice (Frosinone, meno di 2000 abitanti) è in posizione 9.576.967
Il nuovo sito degli Uffizi è in posizione 10.121.576

Il mio sito personale, Venaria Reale e Comune di Ficulle non sono conteggiati per scarsità di contatti.

Voce fuori dal coro? No, anzi!

Marco Bertone, uno dei più noti accessibilisti interviene sulla questione del portale Italia.it. In due parole Bertone dice "Ci sono cose di certo peggiori e poi complessivamente il sito rispetta le prescrizioni sull'accessibilità".

Perchè, poi, fuori dal coro? Non mi pare che sul giudizio sul portale ci siano state solo prese di posizione negative!

venerdì 16 novembre 2007

Direzione generale per gli archivi

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI APPROVATO SEDUTA CONSIGLIO DEI MINISTRI
DEL 30 OTT. 2007

Nei commenti il testo ....

Il MiBAC cambia, cambia il MiBAC

Perchè non l'ho scritto io??

Che onore!!

Oggi, tra le 13 e le 14 tutti i miei blog pubblici, il profilo presente e altre risorse sono state scansionate partendo da un certo IP (non è particolarmente difficile risalire dall'IP ai dati pubblici relativi a quell'IP, sono dati liberamente consultabili e la loro consultazione e/o diffusione non lede alcun diritto) utilizzando in google le keywords "Giancarlo Buzzanca archivi blog"?
Mi spiego meglio. Se trovassi, ad esempio l'IP 151.12.58.2 saprei che l'utente proviene dalla rete del MiBAC dal quale, ad esempio, ieri son provenuti accessi per un totale di oltre 40 pagine. Alcuni istituti hanno IP autonomo. Un normale Whois permette di associare IP all'istituto. Quindi di intuire chi possa essere, in casi particolari, interessato a leggere queste pagine.
Ma la vera questione è: alle ricerca di cosa? Di ciò che non esiste semplicemente perchè non è mai esistito!!
Sarebbe bastato telefonarmi e chiedere, nel caso, delucidazioni e/o giustificazioni.
Magari tutto per colpa di un pusillanime che, per dirla tutta, a ciascuno racconta cose avverse all'altro. Ma che obiettivo si pone?

lunedì 5 novembre 2007

Archivio Storico Multimediale del Mediterraneo

Riporto quest'articolo... non me ne voglia 'autrice.


MultiMedia 15 aprile 2007 n.26

@SMM Archivio Storico Multimediale del Mediterraneo: rileggere la storia del Mediterraneo attraverso i documenti d’archivio


di Azzurra Aiello


Un’importante innovazione nel campo della diffusione della conoscenza attraverso l’uso della multimedialità, è la realizzazione dell’Archivio Storico Mutimediale del Mediterraneo @SMM. Il progetto, nato su iniziativa del Dottor Aldo Sparti, Direttore dell’Archivio di Stato di Catania, ha lo scopo di creare la più grande banca dati di documentazione relativa alla storia del Mediterraneo messa a disposizione degli studiosi, avendo come centro propulsore la Sicilia in quanto crocevia della storia tra oriente e occidente e tra nord e sud del mondo. Fortemente voluto dal Sottosegretario per i beni e le attività culturali onorevole Nicola Bono, il progetto è stato realizzato grazie al contributo, ottenuto nel 2003, di 7 milioni di euro da parte del CIPE. @SMM infatti, rientra nel novero delle iniziative finanziate dalla Comunità europea per la diffusione della cultura e la cooperazione tra i popoli, dando particolare rilievo alle relazioni tra contesto locale, nazionale e mediterraneo ed avendo come scopo quello di ritrovare il denominatore comune della storia e dell’identità dei popoli del Mediterraneo, come sottolineato anche dall’onorevole Bono: ''E' uno strumento di conoscenza e di riscoperta delle radici comuni e, quindi, uno strumento di cooperazione tra i popoli''.

Al progetto, nato nel 2003 e presentato ufficialmente a Roma il 2 marzo 2006 presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è stato dedicato, nello stesso anno, un convegno intitolato “Gli Archivi del Mediterraneo, un ponte fra tre continenti”, tenutosi in due giornate, a Catania il 4 marzo e a Noto il 5, alla presenza dei rappresentanti dei 23 paesi che hanno aderito all’iniziativa, durante il quale è stata presentata la Carta dell'Archivio Mediterraneo, una sorta di protocollo d’intesa di impegni comuni.
Scopo del progetto è la rilettura della storia del Mediterraneo attraverso la schedatura, la regestazione e la digitalizzazione di una vasta mole di documentazione, anche cartografica, conservata presso gli archivi di stato italiani e quelli degli altri Paesi del Mediterraneo aderenti all’iniziativa, ed in particolare prende in considerazione la cartografia storica fino al 1700 e i documenti medievali dall'anno Mille al 1499.



Continua nei commenti ....

venerdì 26 ottobre 2007

As soon as possible!!

Cancello quanto scritto. Non mi va affatto di scherzare. Si equivoca!
Comunque non ho alcuna intenzione di "stroncare" ma solo di porre alcuni elementi a disposizione di una (forse) possibile discussione. Quindi aspetto.

Si chiude....?

italia.it: tre fischi e si chiude. FINE. Pubblicato il 25 Ottobre 2007 da frap1964 su The Million Portal bay


Siamo al triplice fischio finale: FINE.
Signori, si chiude. Cala il sipario.
Lo ha detto chiaro e tondo ieri il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli in sede di audizione alla X Commissione Attività Produttive della Camera, nell’ambito dell’ indagine conoscitiva sull’attuazione della legge 29 marzo 2001, n. 135, concernente la riforma della legislazione nazionale sul turismo.

E’ la stessa indagine che il 19 settembre aveva portato in audizione Guido Venturini del TCI e Ciro Esposito, capodipartimento del DIT. L’audizione anche allora era stata trascritta, nella parte di interesse, su questo blog.
Rutelli aveva già parlato presso la X Commissione e sul medesimo tema all’incirca un anno fa.

La notizia dell’ “ufficiale de profundis” è stata pubblicata in data odierna da Andrea G. Lovelock su Italia Oggi: il pezzo è leggibile qui, direttamente nella rassegna stampa della Corte dei Conti.

Radio Radicale, come sempre, ha ripreso in audio la seduta che può essere ascoltata qui.
I materiali sono pubblicati sotto licenza Creative Commons. Io vi sconsiglio caldamente dall’avventurarvi nell’ascolto diretto, a meno che non abbiate voglia di sorbirvi una inutile ed inconcludente serie di pipponi, pressochè tutti uguali, sulla necessità di rivedere la legislazione attuale in materia di turismo, sulla perdità di competitività in questo settore essenziale per l’economia del Paese, sullo stato delle nostre infrastrutture alberghiere e di accoglienza, ecc. ecc. La solita solfa, tanto per capirsi.
Io ad un certo punto mi sono proprio addormentato, per cui.. fate un po’ voi: la seduta va avanti per ben un’ora e ventitrè minuti. Se scaricate l’intero mp3 (38 Mb) potete usare i punti di riferimento temporali che vi fornisco sotto.

Trascrivo qui, per amor di patria e “spirito di servizio”, i soli passaggi in cui si parla del portalone. L’argomento è introdotto da Ludovico Vico, che già nella precedente audizione era intervenuto, non senza qualche veemente nota polemica. A totale digiuno sull’ argomento allora, questa volta sembra essersi documentato almeno in parte: o forse semplicemente legge o cita dalla memoria che Ciro Esposito ha lasciato alla X Commissione nella precedente audizione.
Di sicuro ha letto le ultime notizie nel pezzo di Flavia Amabile sulla Stampa e le recenti rivelazioni sul Sole24Ore di Mariano Maugeri.

19:00 - 22:20
ON. VICO: Grazie Presidente [si rivolge a D .Capezzone]. Colgo l’occasione della presenza del Vice Presidente e Ministro… Rutelli per porre con moltà rapidità, ma anche perchè annunciato in un’audizione precedente da un mio intervento, la questione che va sotto il nome di portale italia. Che abbiamo avuto il piacere il 19 settembre del 2007 di audire in questa importante sede, attraverso il dottor Esposito. Dicevo rapidamente perchè seguirà una interrogazione [l’ennesima !?!] quindi diciamo mi limiterò come dire a tre brevissimi appunti.
Il portale del turismo nasce… nasce… viene creato, nel… nel 2004 dall’allora ministro della Innovazione Tecnologica; nel marzo del 2005 viene stipulata una convenzione sotto l’ampio progetto chiamato ‘Scegli Italia’ [in realtà è successo prima…]. Nonostante la defezione delle… Regioni italiane, nel luglio 2005… viene seee…. lezionato un raggruppamento temporaneo d’impresa con capofila la IBM ; viene annunciato che il portale sarà pubblicato, se posso usare questo termine, sempre nel 2005 nelle… durante le Olimpiadi Invernali di Torino [in realtà sarebbero i primi mesi del 2006…]; la IBM non conclude il portale; con l’avvio della XV legislatura… le attività… è stato deciso di far continuare le attività allo… allo stesso raggruppamento temporaneo d’impresa…; in occasione della BIT, il 22 febbraio 2007, è stato pubblicato il portale italia; allo stato dei fatti l’attuale piattaforma tecnologica pare su.. appare superata e mi limiterei a dirla così…, il portale si è rivelato un insuccesso, mi limiterei a dirla così…; una commissione apposita istituita, una commissione d’indagine dal governo…, nel suo rapporto consegnato lo scorso luglio ha bocciato i responsabili del sito, ecc. ecc. … Leggiamo sulla Stampa che il Vice Presidente eeehh… il ministro… ha.. ha chiesto alla Corte dei Conti del Lazio di pronunciarsi sul portale; il quotidiano Sole24Ore del 19 scorso… secondo una memoria del 22 settembreeee… interv… fa intervenire l’Avvocatura Generale dello Stato… si chiede, se questa è la sede, a parte la interrogazione che seguirà… se queste informazioni ultime sono vere… quante risorse finanziarie si sono spese finora e cosa si intende fare, se posso dirla così, con molta semplicità, grazie.

48:50 - 52:20
RUTELLI: Il portale Italia.it. Eeeh… non ho molto da aggiungere a quello che ha detto l’onorevole Vico, nel senso che… la sua ricostruzioneee… è essenziale e corretta… Il governo ha ereditato una decisione adottata dal governo precedente. Il senso di responsabilità, che a mio avviso deve riguardare sempre le Istituzioni, ci ha spinti a non buttarla ai pesci [ma buttarla cosa, la responsabilità ?]: ecco a tentare tutto il tentabile per farlo funzionare questo portale nazionale.
Anche perchè abbiamo avuto per… mesi, una forte e giusta e legittima pressione per… lanciarlo, per aprirlo e per dare a… all’ Italia uno strumento efficace per la… la presentazione delle politiche turistiche nazionali e del territorio. Abbiamo… per essere chiari anche rispetto ad alcune polemiche che ci sono state… io non mi tiro indietro… mi piglio anche delle polemiche aspre… questo appartiene alla dialettica pubblica, però chiarisco che… non vi è alcuna responsabilità, perchè non vi è alcuna competenza del dipartimento del turismo. Che non ha disp… non ha disposto neanche un centesimo di affidamento di risorse, ma appunto ha dato una mano per cercare di trovare una soluzione… e ripeto per non buttare a mare quello che era stato faticosamente varato. La realtà che io devo constatare al termine di questa lunghiiiiiissima esplorazione, condotta con grande senso di responsabilità, cercando di contribuire… costruttivamente alla… eeehm… gest… gestibilità ed efficacia del portale italia.it è che… la natuuuura della piattaforma, l’impostazione tecnologica e anche il grande ritardo nella fornitura dei dati da parte di coloro che li dovevano fornire… eeehhh… mi ha spinto a… se uso un termine calcistico perdonatemi, a… eeehmm… al triplice fischio: FINE. Quindi fatti tutti i tentativi, sollecitato il ministero dell’ Innovazione ad una verifica ulteriore: ha portato ad un’ indagine; ha portato… abbiamo… abbiamo proposto tutta una serie di modalità collaborative, io ho trasmesso gli esiti di tutta l’attività amministrativa alla Procura della Corte dei Conti, perchè… eeehhh… si tratta di risorse pubbliche… ripeto: noi non abbiamo investito neanche un centesimo, anzi abbiamo semmai aperto un contenzioso con le imprese che hanno vinto la gara e non hanno o-t-t-e-m-p-e-r-a-t-o… ai .. agli obblighi che ad essi, ad esse erano assegnati, eehh… per accertare dove siano le responsabilità. Per dirla anche qui, molto sinteticamente, credo… che la modalità con la quale… ciascun turista… salvo la organizzazione… eeeeh… salvo l’organizzazione delle… a… e… agenzie e aziende specializzate… eeeeh… la modalità con cui oggi si accede alla rete… che si è molto velocizzata, non mi fate citare… sì, fatemi citare Google magari, e mi fermo qui… eeehhh… rende probabilmente superata l’impostazione che era stata data negli anni… trascorsi…. e dunque consiglia di orientare le risorse verso modalità più flessibili, più agili, più concrete e… articolate meglio rispetto al mutamento veloce della domanda.


Io non ce la faccio… stasera proprio non ce la faccio a commentare, perchè… perchè quando è troppo è troppo davvero. Ne riparliamo in un post successivo.

Questa voce è stata inserita Giovedì, 25 Ottobre 2007 a 11:03 pm ed è archiviato sotto italia.it. . Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso il RSS 2.0 feed. Tu puoi lascia una risposta, oppure trackback dal tuo sito.
Una Risposta a “italia.it: tre fischi e si chiude. FINE.”

(il mio commento) 1. G. Buzzanca Dice:
26 Ottobre 2007 a 12:38 am

Direi di essere molto contento della fine di questa cosa.
Ma quanto è stato speso, ad oggi? Mi verrebbe in mente un paragoncino con la vicenda del mitico ponte sullo stretto. Direi che per le società appaltatrici è quasi meglio che, alla fine. queste cose non si facciano. Guadagno assicurato.
Allora da una parte ci sono risvolti economici ed il lavoro della Corte dei Conti, da un altra le responsabilità politiche di non aver capito che cosa si era ereditato e da ultimo la speranza che questa storia sia di lezione. Intendo dire che carrozzoni, circhi mediatici, affari di famiglia e tutto quello che potrebbe descrivere il mitico portalone (ho ancora e ne sono orgoglioso la collezione di spillini, blocchetti etc etc… raccolti all’ultimo Forum PA) sono DEFINITIVAMENTE tramontati e quindi non si darà il caso di altri carrozzoni da milioni di euro pieni di nulla.
Avremo la forza di segnalare quello che dovesse avvenire? Direi che denunciare stanca.
Diceva Andreotti che il potere logora chi non ce l’ha!!

pos. (piccola osservazione secondaria)

I piccoli e non piccoli ras dell’accessibilità che erano stati arruolati in forze da italia.it verranno comunque pagati?
Cosa hanno prodotto?
Cosa hanno detto?
E le eccellenti persone dello staff della presidenza del consiglio che oltre a essere preparati sono dipendenti pubblici cosa hanno detto?
La fine viene decretata non certo per le nostre accuse nè per quelle di chissà chi altro.
Si seppellisce il morto senza neppure un’autopsia. Rutelli accenna a vetustà tecnologica, inconsistenza ed altro … Sarebbe carino se spendesse qualche parola in più. Almeno qualcuno avrebbe da imparare.

domenica 21 ottobre 2007

Portale d'oro, Rutelli ai giudici:

Non ho parole. Un intervento chiaro che mette fine a tante chiacchiere. Forse tardivo (parecchio) ma chiaro! http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200710articoli/26802girata.asp
Che cosa non ha funzionato? I tempi innanzitutto. Ci sono «comportamenti di superficiale valutazione se non di negligenza» nel definire le scadenze del lavoro, sostiene la commissione. Seconda nota dolente sono «i contenuti».....

Speriamo in una coerente presa di posizione che costituisca garanzia per l'evitare che casi simili si ripetano!
Isn't true?

E poi occorre sentire quello che Rutelli dice sul progetto ...
Tratto da http://ercolethetv.ning.com

giovedì 18 ottobre 2007

Open source?

Ma no non mi distraggo mica!!
Ho 100.000 (centomila) motivi per non distrarmi.
Quale sarà la mia meta? Basta aspettare. Non vi preoccupate non manca molto ... prima di natale sarà scritto.
Stavo traversando alcuni siti e facendomi una "rassegna stampa" onesta.

... e poi dice che uno si butta a sinistra ... (totò)

Accesso vietato ai documenti di Italia.it: una sconfitta per la legge Stanca?

Su webimpossibile un post da imparare a memoria.


Abstract


L'appello di Scandaloitaliano affinché fossero resi pubblici i documenti di gara relativi alla realizzazione del portale Italia.it è respinto dalla Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. La motivazione addotta dalla Commissione pone una seria ipoteca sulla possibilità di una analisi obiettiva del livello di attuazione della legge sulla accessibilità informatica, nella misura in cui impedisce di verificare il rispetto dell'articolo 4, che sanziona con la nullità i contratti che non prevedano il rispetto dei ventidue requisiti tecnici. .... (continua)

Rutelli dice che ...

... forse Italia.it sarà meglio chiuderlo.
Ma la collana ha ancora tante perle da infilare ...
Mi sembrerebbe sciocco costringere il Vice Presidente del Consiglioa prendere sempre le distanze. Certe cose vanno risolte alla radice.
Attendo con grande fiducia!

Open Source ...

... In tale ottica, il Ministero per l’innovazione e le tecnologie ha emanato la direttiva del 19 dicembre 2003 “Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle pubbliche amministrazioni” (G.U. del 7 febbraio 2004), con la quale si invitano le pubbliche amministrazioni a “tener conto della offerta sul mercato di una nuova modalità di sviluppo e diffusione di programmi informatici, definita “open source” o “a codice sorgente aperto”. L'inclusione di tale nuova tipologia d'offerta all'interno delle soluzioni tecniche tra cui scegliere, contribuisce ad ampliare la gamma delle opportunità e delle possibili soluzioni, in un quadro di equilibrio, di pluralismo e di aperta competizione”. L’obiettivo di tale iniziativa è quello di promuovere l’interoperabilità tra i diversi sistemi informatici della pubblica amministrazione ed evitare che i sistemi informatici siano dipendenti da un unico fornitore o da un’unica tecnologia proprietaria.

Vedi anche WikiPedia ...

(tratto da http://www.otebac.it/cose.html)

lunedì 15 ottobre 2007

Sul restauro virtuale ...

Questo intervento è pubblicato nel Forum Conservazione e Restauro nel tema " RESTAURO VIRTUALE: workinprogress ". In fase successiva ho deciso di lasciare sul forum poco più di un link per evitare un inutile alluvione di parole nel luogo sbagliato.
l
Penso sia utile leggere su quel forum tutto lo svolgimento dei fatti ... e farsi un idea precisa.

Non mi interessano polemiche personali ne attraverso queste ritengo di poter rivendicare la mia esistenza... I testi (e le date) sono reperibili in buone biblioteche.

Utile a proposito credo sia il Contributo di Carlo Federici "Qualche chiosa al restauro cosiddetto "virtuale" pubblicato sul numero 43 di Kermes (luglio-settembre 2001). E' detto nel corpo dell'articolo che "poichè di questo tema mi ero occupato già un paio d'anni fa, utilizzerò gran parte delle argomentazioni che ho impiegato in una breve nota pubblicata nella "Gazette du livre mèdièval" n.34/1999 pp.49-52, dal titolo "Restauro tradizionale e restauro virtuale come "divergenze parallele"".
Diciamo anche che di restauro virtuale tratta anche Cesare Chirici in "Il restauro virtuale: più vero del vero (Parol on line - maggio 1999 - rivista on line dell'Università degli studi di Bologna).
In entrambi i casi, mi pare si discute piuttosto chiaramente del valore stesso del termine restauro virtuale attribuendo a questa tecnica d'intervento valore di modello, tecnica diagnostica, comunque non quella di restauro. E' proprio Federici a definire (siamo nel 1999) il restauro virtuale come un ossimoro.
La discussione su questi termini, in altre parole è stata intensa e tracce se ne trovano già nel 1996 quando Mediamente (la trasmissione di Carlo Massarini) intervistava la restauratrice Debora Papetti sul tema "Restauro e tecnologie digitali".
Il rapporto tra l'informatica applicata e le tecniche di restauro e la conservazione del bene culturale in genere è tema amplio e meritevole di approfondimenti.
Su queste cose, credo valga la pena di discutere.

ps. su alcune cose meglio non esprimermi.
ps2. a proposito di soldi ... questa fa proprio ridere! Ed è difficile immaginare quanto!
Anzi se qualcuno mi assoldasse nel proprio ufficio stampa sono sin d'ora disponibile.
ps3. di questo forum non sono moderatore ne socio. Mi pare, in ogni caso un errore piuttosto grossolano questo ping-pong che nulla risolve.

Per altro occorre sottolineare come l'articolo di Carlo Federici nasca come considerazioni critiche a seguito della partecipazione dello stesso a Convegno Oltre il visibile: “restauro fisico” per conservare e “restauro virtuale” per valorizzare: una metodologia in evoluzione, tenutosi a Roma presso il Teatro dei Dioscuri il 19 aprile 1999 nell'ambito della Prima settimana della Cultura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Ufficio Centrale per i Beni Librari, le Istituzioni Culturali e l’Editoria.

Un articolo di
Daniela MOSCHIN: Restauro 'fisico' per conservare e restauro 'virtuale' per valorizzare si trova sul numero 3 del 1999 (maggio/giugno) della rivista "I Beni culturali" edito dalla BetaGamma editrice ...

Web 2 e strumenti collaborativi

Web 2.0 e strumenti collaborativi: hanno un senso per i Beni Culturali e la formazione?

Un seminario di Rinascimento Digitale. On line gli interventi

venerdì 12 ottobre 2007

Offresi consulenza

Phishingatori (o voi che vi dilettate nel phishing) e/o spammatori vari, se questo è il livello:

Gentile cliente ,
Il nostro servizio in linea ha incontrato parecchi problemi e necessit? essere aggiornato. Per contribuire noi a proteggere voi ed il vostro cliente aggiorniamo prego le vostre informazioni scattandoci sul seguente collegamento: .. Fare click qui per andare alla pagina dell`autorizzazione
Considerazioni migliori,
Il reparto sicurezza

CONFIDENZIALE!
Questo email contiene le informazioni confidenziali ed и inteso per il destinatario autorizzato soltanto. Se non siete un destinatario autorizzato, restituisca prego il email noi ed allora cancellilo dal vostri calcolatore e posta-assistente. Potete nи usare nи pubblicare qualsiasi email compreso i collegamenti, nй rendete loro accessibili ai terzi in tutto il modo qualunque. Grazie per la vostra cooperazione.

Mi offro a tariffe concorrenziali per la revisione sintattica, grammaticale e logica di questi testi. Astenersi perditempo!

giovedì 11 ottobre 2007

Heinz Leitner


A lungo incerto se scriverlo o no ... certe volte vengono a mancare persone importanti, centrali, che hanno lavorato intensamente...
Ma la notizia rimane ristretta a pochi addetti ai lavori ed in fondo è normale così ...
Ma la perdita è grave ... e prende come un pugno allo stomaco.


CIDOC
ICHIM
Un ricordo sul sito dell'ICCROM

lunedì 8 ottobre 2007

sabato 6 ottobre 2007

Ingiustizia è fatta

Rigettato il ricorso per prendere visione degli atti di gara e contrattuali di italia.it

Oggi italia.it domani i cloni. Non molestiamo o arrechiamo nocumento alla amministrazione !! Gli atti amministrativi trovano ragione solo in se stessi e non ammettono altro che consenso. Forse chi lavora lo fa per noi, Punto a capo

Dalle motivazioni:

"il generico [?!?] richiamo ad “un interesse collettivo alla massima trasparenza” formulato dall’aggregazione istante non giustifica il rilascio della documentazione richiesta da parte del Ministero, nascondendo e configurando, in realtà un vero e proprio controllo sull’operato e sull’agire della pubblica amministrazione, espressamente non condiviso dalla giurisprudenza maggioritaria…"
Secondo la dottrina prevalente, inoltre, l’ interesse deve essere: serio, ossia meritevole e non emulativo (cioè fatto valere allo scopo di recare molestia e nocumento) e adeguatamente motivato, con riferimento alle ragioni che vanno esposte nella domanda di accesso. (...) L’interesse all’accesso deve presentare, infine, un ulteriore requisito fondamentale, ossia deve corrispondere ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso.

lunedì 1 ottobre 2007

Un link: i cantieri, gli archivi e la comunicazione

kermes - internet per il restauro: La tutela dei Beni Culturali: i cantieri, gli archivi e la comunicazione

A bullet to the mind, bullets in the mind

  • sono uno statalista (cosa vorrà dire?)
  • credo nella necessità della condivisione pubblica del sapere
  • che obbliga a mantenere tutte le chiavi di accesso in modo che il possesso dei mezzi tecnici non significhi anche il governo delle idee e dei progetti;
  • per questo motivo occorrerebbe mettere cortesemente alla porta
  • chi tenta di proporsi come (costosissimo) portiere e/o garante (il tecnico in camice bianco);
  • affaristi di varia levatura;
  • lavoratori per se stessi;
  • persone che cambiano maglia a seconda degli ambiti lavorativi e delle cifre a disposizione (dipendente/libero professionista/portiere/schiavo/consulente)
  • ecc...
ps. ieri un tizio conosciuto occasionalmente mi ha spiegato come una certa cosa (area comunicazione ...) del costo di 3.000 euro sia stata piazzata all'amministrazione XXX a 22.500 euro.
Il lavoro, pagato, non è stato mai consegnato...

sabato 29 settembre 2007

E siamo arrivati a 58! ...

... che non sono i miei anni ma i milioni di euro di italia.it, il nostro amato prototipo che tanto ci piacerebbe definire inimitabile.
Una letura da affrontare, comunque, dopo aver fatto (abbondante) colazione.

Ed anche se non c'entra evidentemente nulla con questo discorso il sito di culturaitalia.it continua a non essere on line, nonostante il conclusissimo conto alla rovescia.

giovedì 27 settembre 2007

Cybersmart (buone pratiche)

Ho dimostrato, a proposito sia del dominio culturaitalia che del dominio beniculturali come siano state compiute indecifrabili operazioni di cybersquattering al fine di ottenere vantaggi (di varia natura) dal posizionamento vicino a quello del sito istituzionale. Sino, come nel caso di culturaitalia ad occupare la posizione prima ancora che questa venisse registrata, sebbene pubblicizzata da molti mesi.
Non ci sono solo cattivi esempi e cattive pratiche.
Oggi parlerò in positivo, per gli aspetti che è giusto riconoscere.

L'Osservatorio tecnologico per i beni e le attività culturali (OTEBAC) è un centro del Ministero per i Beni e le Attività culturali, per monitorare e sostenere gli istituti culturali nella realizzazione dei siti web e per una corretta digitalizzazione e accessibilità dei contenuti.
(dalla mission del sito, home page).
Definito l'acronimo sono state occupati tutti i domini ragionevolmente occupabili da malintenzionati:

Tutte queste URL re-inviano al (noto) sito www.otebac.it

Fuori, ma ininfluenti, sono:

martedì 25 settembre 2007

Cybersquatting o no?

E' una attività nota. L'espressione anglosassone cybersquatting o anche domain grabbing (da to grab=ghermire) indica il fenomeno di accaparramento di nomi di dominio corrispondenti a marchi altrui o a nomi di personaggi famosi al fine di realizzare un lucro sul trasferimento del dominio a chi ne abbia interesse.

Ho citato in un post precedente i culturaitalia disponibili e quelli occupati. Ieri (giuro su xxxxxxxxx) ho resistito alla tentazione di registrare uno. Che senso avrebbe avuto?

E se parlassimo, invece, di Beniculturali?

Ed anche se non c'entra nulla con questo discorso il sito di culturaitalia.it continua a non essere on line, nonostante il conclusissimo conto alla rovescia.

Virtuale? No! Economico ...

Le modifiche recentemente intervenute alla voce "Restauro Virtuale" su Wikipedia dovrebbero aprire un dibattito intenso sull'uso ed il ruolo degli strumenti quali wikipedia e comunque sulla correttezza dell'agire nell'ambito delle discussioni culturali.

Questa è la lettera da me inviata all'autrice delle variazioni:

Cara Nadia
la modifica della voce da te attuata su wikipedia è quanto di più contrario allo spirito di wikipedia possa esistere.
Un dibattito in atto (dai confini incerti) viene presentato con l'attribuzione di meriti, copyrights ed altro.
Questo è esattamente contrario a quello che un dibattito dovrebbe proporre.
E' una operazione che, mentre wikipedia propone la formula dei Creative Commons, ributta il dibattito indietro di molti anni.
Tra l'altro le auto-attribuzioni andrebbero verificate e quanto avevo letto, per altro, mi rendevano affatto certo di questo.
Comunque sia una primogenitura intellettuale (ammettiamo che esista) non è attribuzione di diritto di sfruttamento. Questo è insito nel concetto di copyright.
Per altro sarebbe come pensare di "
brevettare" termini quali "Tecniche di esecuzione" oppure "mappature tematiche".
Mi spiace. Confondere un dibattito appena aperto con conclusioni raggiunte è poco rispettoso di quanti a questo pensavano di partecipare.

Non aspettavo questa azione.
Se questi sono i termmini della questione non c'è, evidentemente, nessuno spazio per discussioni.

Giancarlo Buzzanca

giovedì 20 settembre 2007

Tanto non servirebbe ... a "gnente"




Non scherziamo ... Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o a persone realmente esistite o esistenti è puramente casuale... Ma navigando in mezzo al mar web mi sono imbattuto in queasta ed è tanto carina ...

martedì 18 settembre 2007

Tracce false: culturaitalia unloaded 2

Ricevo da un responsabile di culturaitalia.it e, ovviamente, pubblico:

"Siamo ovviamente in ritardo nello sviluppo.
Ci scusiamo dell'inconveniente.
--
xxxxx xxxxxxxx // partner"

lunedì 17 settembre 2007

Tracce vere e tracce false: culturaitalia

... di quelle vere!

  • Una descrizione completa (include link ai documenti essenziali) del progetto è questa. La messa in opera del CMS risale alla fine di gennaio 2007 ma da allora non si sa bene cosa sia avvenuto. La comunicazione è oggettivamente reticente.
... di quelle false!
... di quelle così e così!
  • Il passato responsabile dell'area web del MiBAC e direttore CulturalWeb ha registrato (il 13 ottobre del 2005) culturaitalia.org che è regolarmente on line e contiene Culturalnews.it.
  • Il .net è stato, invece registrato da una società Veneziana che si chiama ... Cultura Italia (oh meraviglia!)...
  • Del .com si può vedere in alto, mentre gli altri sembrano essere vuoti.
E se registrassi anch'io qualcosa? :-)) Arguto!!!

sabato 15 settembre 2007

Comunicazioni varie (giusto per ingannare l'attesa)

tema 1- Cosa si ricerca in queste pagine?

  1. culturaitalia.it
  2. democrazia elettronica
  3. restauro virtuale
  4. restauro wikipedia

(fonte google)

tema 2- W3C Reloaded again

Bah. C'è da dire che non riesco a trattenermi! Questo sito costruito in maniera "irresponsabile" ovvero facendo uso degli strumenti di base offerti agli utenti di questo sistemone per la costruzione del layout ... questo sito verificato con l'usuale strumento restituisce circa 650 errori. Oh me tapino!! O che vergogna!!
Anche un'altra cosina (ma non mi piace svelare i segreti quando sono così... piccanti . E poi si potrebbe dire che faccio il saccente!) pagata e indebitamente copyrightata (ma come ci si può attribuire il @ quando il prodotto è, relativamente ai contenuti, interamente "pubblico"?) risulta avere, secondo il mio giochino prediletto, ovvero il validatore W3C, contenere, solo nella home page appena 650 errorini.
Lucio Stanca direbbe che il pubblico pagatore del prodotto dovrebbe metterceli (i soldini) di tasca propria! Ahi Ahi Ahi!

Tracce false: culturaitalia unloaded

Da ventidue minuti dovrebbe essere on line il sito culturaitalia.it.
Sulla home page appare una scritta lampeggiante "countdown completed".
Null'altro. Chi me ne spiega il senso? Io personalmente non ci arrivo.
Intanto ho spedito questa mail ai responsabili del sito
"Gentili responsabili della Soc. Congenio e responsabili dell'ancora misterioso sito culturaitalia.it alla mezzanotte appena passata la home page del sito culturaitalia.it non ha cambiato il proprio stato.
Il contatore (che fissava nella passata mezzanotte il lancio) ha esaurito la sua corsa ed ora appare una scritta lampeggiante che dichiara il "download completed".
Non è molto rispetto alle legittime aspettative.

Ho notato come il dominio sia stato da voi giustamente registrato mentre il Ministero per i Beni e le Attività Culturali da mesi propagandava questo indirizzo per il suo progettato impegnativo portale senza, peraltro, provvedere alla registrazione del dominio relativo.
Non conosco, ovviamente, la esistenza di trattative sulla cessione del dominio. Ci saranno state? Le slides dei consulenti privati dell'Otebac e dei super-esperti della Normale di Pisa grondavano inutilmente culturaitalia.it in ogni angolo..
Confesso che mi piacerebbe sapere se ci siano state e sulla base di queli proposte e/o motivazioni.

Ma se queste domande non potranno avere alcune risposta (se la avessi sarà mia cura pubblicarle...) vorrei sapere quando è effettivamente prevista la messa on line di culturaitalia.it per capire come una società come la vostra (da quanto capisco dal vostro sito) possa utilizzare questa risorsa.
Buon lavoro

Giancarlo Buzzanca "

Non riceverò nessuna risposta ma posso assicurare che la curiosità è davvero forte!
Nel frattempo* l'atteso prodotto del MiBAC culturaitalia restituisce "Service Temporarily Unavailable. The server is temporarily unable to service your request due to maintenance downtime or capacity problems. Please try again later".

* quando scrivevo. poi è tornato, per fortuna, normale: richiesta di login...

domenica 9 settembre 2007

Rimborso spese?

Talvolta la vita è curiosa.
In rapida successione 2 bibliotecari/archivisti mi hanno chiesto la stessa cosa. "Mi hai consigliato il Manuale per la qualità dei siti web pubblici culturali ma all'AIB mi hanno chiesto 15 euro per una copia. Ma come è possibile? Non mi avevi detto che era gratuito?"

"Scusa Giù, scusa anche te Roby ... Rimborso spese dici? Credo spese di stoccaggio. O forse di spedizione postale. Spese postali? No siete di Roma e l'avreste preso di persona! No forse per la stampa. No scusa, sono distratto. Questa è completamente pagata con fondi europei. Inclusa la grafica della pubblicazione e tutto il resto. Forse i diritti d'autore per chi ha partecipato? No, questo non è possibile! Ci sono! Forse per la scrittura della relativa fattura. Ma insomma che volete da me, non posso saperlo io! Ed io chi sono mai? In ogni caso uno che indossa un solo abito!"

Maggiori informazioni: http://www.minervaeurope.org/publications/qualitycriteria-i.htm

Quali pubblicazioni potrei acquistare a 15 euro rimborsando editore, scrittori, distributori, librai e tutto il cucuzzaro? Beh.. nemmeno mi va di compilare la lista.

Forse è questa la privatizzazione di cui leggevo da qualche parte ... Io pago e tu incassi ...
Bah! Stupidaggini buone per una sera di tarda estate.
E' evidente che la spiegazione sarà elementare e chiara e che sarà lineare come mai. D'altra parte la vendita non è misteriosa ma segnalata con adeguati e pubblici link.
E quindi tutto ciò sarà una ulteriore prova della mia infida assoluta cattiveria. Già sancita e chiara, d'altra parte.
Di certo non sono abbastanza moderno e anche abbastanza stupido da non capire che quest'occasione capitata all'AIB sarebbe potuta capitare, come niente, magari all'ARCI, al Partito Democratico e/o a Forza Italia, agli Scout, al mio condominio, all'Electa (driin driin driin letto? reinviare post indignato, prego!), alla Nardini Editore, alla parrocchia di San Ermenegildo fuori porta...
A proposito, dove sono conservate le pubblicazioni?

giovedì 6 settembre 2007

Tracce false: culturaitalia

Tra circa 9 giorni (oggi mercoledì... adesso .. mancano 2 giorni, 2 ore e 2 minuti!! Fremo!!!) verrà svelato il mistero di culturaitalia.it questo bizzarro clone per nulla in rapporto col progetto di cui ho parlato più volte.

(alcune righe cancellate)(

Alla mezzanotte del venerdì prossimo, se i conti sono giusti, per guardare e ...

lunedì 3 settembre 2007

Pagina web bloccata (Censure, parte 2 & 3)

Chi avesse tentato di accedere dal MiBAC alle pagine del mio sito http://www.buzzanca.net avrebbe avuto restituito questo messaggio.
Da oggi, dopo una mia segnalazione (del tipo "ma cosa avrò mai fatto?") , le pagine sono nuovamente accessibili.
Grazie
______________________________________________________
Questa pagina web è stata bloccata per motivi di sicurezza e/o di mancata utilità al lavoro di Ufficio.
(....)
URL: www.buzzanca.net/
Categoria: Malware



 
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