lunedì 5 novembre 2007

Archivio Storico Multimediale del Mediterraneo

Riporto quest'articolo... non me ne voglia 'autrice.


MultiMedia 15 aprile 2007 n.26

@SMM Archivio Storico Multimediale del Mediterraneo: rileggere la storia del Mediterraneo attraverso i documenti d’archivio


di Azzurra Aiello


Un’importante innovazione nel campo della diffusione della conoscenza attraverso l’uso della multimedialità, è la realizzazione dell’Archivio Storico Mutimediale del Mediterraneo @SMM. Il progetto, nato su iniziativa del Dottor Aldo Sparti, Direttore dell’Archivio di Stato di Catania, ha lo scopo di creare la più grande banca dati di documentazione relativa alla storia del Mediterraneo messa a disposizione degli studiosi, avendo come centro propulsore la Sicilia in quanto crocevia della storia tra oriente e occidente e tra nord e sud del mondo. Fortemente voluto dal Sottosegretario per i beni e le attività culturali onorevole Nicola Bono, il progetto è stato realizzato grazie al contributo, ottenuto nel 2003, di 7 milioni di euro da parte del CIPE. @SMM infatti, rientra nel novero delle iniziative finanziate dalla Comunità europea per la diffusione della cultura e la cooperazione tra i popoli, dando particolare rilievo alle relazioni tra contesto locale, nazionale e mediterraneo ed avendo come scopo quello di ritrovare il denominatore comune della storia e dell’identità dei popoli del Mediterraneo, come sottolineato anche dall’onorevole Bono: ''E' uno strumento di conoscenza e di riscoperta delle radici comuni e, quindi, uno strumento di cooperazione tra i popoli''.

Al progetto, nato nel 2003 e presentato ufficialmente a Roma il 2 marzo 2006 presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è stato dedicato, nello stesso anno, un convegno intitolato “Gli Archivi del Mediterraneo, un ponte fra tre continenti”, tenutosi in due giornate, a Catania il 4 marzo e a Noto il 5, alla presenza dei rappresentanti dei 23 paesi che hanno aderito all’iniziativa, durante il quale è stata presentata la Carta dell'Archivio Mediterraneo, una sorta di protocollo d’intesa di impegni comuni.
Scopo del progetto è la rilettura della storia del Mediterraneo attraverso la schedatura, la regestazione e la digitalizzazione di una vasta mole di documentazione, anche cartografica, conservata presso gli archivi di stato italiani e quelli degli altri Paesi del Mediterraneo aderenti all’iniziativa, ed in particolare prende in considerazione la cartografia storica fino al 1700 e i documenti medievali dall'anno Mille al 1499.



Continua nei commenti ....

venerdì 26 ottobre 2007

As soon as possible!!

Cancello quanto scritto. Non mi va affatto di scherzare. Si equivoca!
Comunque non ho alcuna intenzione di "stroncare" ma solo di porre alcuni elementi a disposizione di una (forse) possibile discussione. Quindi aspetto.

Si chiude....?

italia.it: tre fischi e si chiude. FINE. Pubblicato il 25 Ottobre 2007 da frap1964 su The Million Portal bay


Siamo al triplice fischio finale: FINE.
Signori, si chiude. Cala il sipario.
Lo ha detto chiaro e tondo ieri il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli in sede di audizione alla X Commissione Attività Produttive della Camera, nell’ambito dell’ indagine conoscitiva sull’attuazione della legge 29 marzo 2001, n. 135, concernente la riforma della legislazione nazionale sul turismo.

E’ la stessa indagine che il 19 settembre aveva portato in audizione Guido Venturini del TCI e Ciro Esposito, capodipartimento del DIT. L’audizione anche allora era stata trascritta, nella parte di interesse, su questo blog.
Rutelli aveva già parlato presso la X Commissione e sul medesimo tema all’incirca un anno fa.

La notizia dell’ “ufficiale de profundis” è stata pubblicata in data odierna da Andrea G. Lovelock su Italia Oggi: il pezzo è leggibile qui, direttamente nella rassegna stampa della Corte dei Conti.

Radio Radicale, come sempre, ha ripreso in audio la seduta che può essere ascoltata qui.
I materiali sono pubblicati sotto licenza Creative Commons. Io vi sconsiglio caldamente dall’avventurarvi nell’ascolto diretto, a meno che non abbiate voglia di sorbirvi una inutile ed inconcludente serie di pipponi, pressochè tutti uguali, sulla necessità di rivedere la legislazione attuale in materia di turismo, sulla perdità di competitività in questo settore essenziale per l’economia del Paese, sullo stato delle nostre infrastrutture alberghiere e di accoglienza, ecc. ecc. La solita solfa, tanto per capirsi.
Io ad un certo punto mi sono proprio addormentato, per cui.. fate un po’ voi: la seduta va avanti per ben un’ora e ventitrè minuti. Se scaricate l’intero mp3 (38 Mb) potete usare i punti di riferimento temporali che vi fornisco sotto.

Trascrivo qui, per amor di patria e “spirito di servizio”, i soli passaggi in cui si parla del portalone. L’argomento è introdotto da Ludovico Vico, che già nella precedente audizione era intervenuto, non senza qualche veemente nota polemica. A totale digiuno sull’ argomento allora, questa volta sembra essersi documentato almeno in parte: o forse semplicemente legge o cita dalla memoria che Ciro Esposito ha lasciato alla X Commissione nella precedente audizione.
Di sicuro ha letto le ultime notizie nel pezzo di Flavia Amabile sulla Stampa e le recenti rivelazioni sul Sole24Ore di Mariano Maugeri.

19:00 - 22:20
ON. VICO: Grazie Presidente [si rivolge a D .Capezzone]. Colgo l’occasione della presenza del Vice Presidente e Ministro… Rutelli per porre con moltà rapidità, ma anche perchè annunciato in un’audizione precedente da un mio intervento, la questione che va sotto il nome di portale italia. Che abbiamo avuto il piacere il 19 settembre del 2007 di audire in questa importante sede, attraverso il dottor Esposito. Dicevo rapidamente perchè seguirà una interrogazione [l’ennesima !?!] quindi diciamo mi limiterò come dire a tre brevissimi appunti.
Il portale del turismo nasce… nasce… viene creato, nel… nel 2004 dall’allora ministro della Innovazione Tecnologica; nel marzo del 2005 viene stipulata una convenzione sotto l’ampio progetto chiamato ‘Scegli Italia’ [in realtà è successo prima…]. Nonostante la defezione delle… Regioni italiane, nel luglio 2005… viene seee…. lezionato un raggruppamento temporaneo d’impresa con capofila la IBM ; viene annunciato che il portale sarà pubblicato, se posso usare questo termine, sempre nel 2005 nelle… durante le Olimpiadi Invernali di Torino [in realtà sarebbero i primi mesi del 2006…]; la IBM non conclude il portale; con l’avvio della XV legislatura… le attività… è stato deciso di far continuare le attività allo… allo stesso raggruppamento temporaneo d’impresa…; in occasione della BIT, il 22 febbraio 2007, è stato pubblicato il portale italia; allo stato dei fatti l’attuale piattaforma tecnologica pare su.. appare superata e mi limiterei a dirla così…, il portale si è rivelato un insuccesso, mi limiterei a dirla così…; una commissione apposita istituita, una commissione d’indagine dal governo…, nel suo rapporto consegnato lo scorso luglio ha bocciato i responsabili del sito, ecc. ecc. … Leggiamo sulla Stampa che il Vice Presidente eeehh… il ministro… ha.. ha chiesto alla Corte dei Conti del Lazio di pronunciarsi sul portale; il quotidiano Sole24Ore del 19 scorso… secondo una memoria del 22 settembreeee… interv… fa intervenire l’Avvocatura Generale dello Stato… si chiede, se questa è la sede, a parte la interrogazione che seguirà… se queste informazioni ultime sono vere… quante risorse finanziarie si sono spese finora e cosa si intende fare, se posso dirla così, con molta semplicità, grazie.

48:50 - 52:20
RUTELLI: Il portale Italia.it. Eeeh… non ho molto da aggiungere a quello che ha detto l’onorevole Vico, nel senso che… la sua ricostruzioneee… è essenziale e corretta… Il governo ha ereditato una decisione adottata dal governo precedente. Il senso di responsabilità, che a mio avviso deve riguardare sempre le Istituzioni, ci ha spinti a non buttarla ai pesci [ma buttarla cosa, la responsabilità ?]: ecco a tentare tutto il tentabile per farlo funzionare questo portale nazionale.
Anche perchè abbiamo avuto per… mesi, una forte e giusta e legittima pressione per… lanciarlo, per aprirlo e per dare a… all’ Italia uno strumento efficace per la… la presentazione delle politiche turistiche nazionali e del territorio. Abbiamo… per essere chiari anche rispetto ad alcune polemiche che ci sono state… io non mi tiro indietro… mi piglio anche delle polemiche aspre… questo appartiene alla dialettica pubblica, però chiarisco che… non vi è alcuna responsabilità, perchè non vi è alcuna competenza del dipartimento del turismo. Che non ha disp… non ha disposto neanche un centesimo di affidamento di risorse, ma appunto ha dato una mano per cercare di trovare una soluzione… e ripeto per non buttare a mare quello che era stato faticosamente varato. La realtà che io devo constatare al termine di questa lunghiiiiiissima esplorazione, condotta con grande senso di responsabilità, cercando di contribuire… costruttivamente alla… eeehm… gest… gestibilità ed efficacia del portale italia.it è che… la natuuuura della piattaforma, l’impostazione tecnologica e anche il grande ritardo nella fornitura dei dati da parte di coloro che li dovevano fornire… eeehhh… mi ha spinto a… se uso un termine calcistico perdonatemi, a… eeehmm… al triplice fischio: FINE. Quindi fatti tutti i tentativi, sollecitato il ministero dell’ Innovazione ad una verifica ulteriore: ha portato ad un’ indagine; ha portato… abbiamo… abbiamo proposto tutta una serie di modalità collaborative, io ho trasmesso gli esiti di tutta l’attività amministrativa alla Procura della Corte dei Conti, perchè… eeehhh… si tratta di risorse pubbliche… ripeto: noi non abbiamo investito neanche un centesimo, anzi abbiamo semmai aperto un contenzioso con le imprese che hanno vinto la gara e non hanno o-t-t-e-m-p-e-r-a-t-o… ai .. agli obblighi che ad essi, ad esse erano assegnati, eehh… per accertare dove siano le responsabilità. Per dirla anche qui, molto sinteticamente, credo… che la modalità con la quale… ciascun turista… salvo la organizzazione… eeeeh… salvo l’organizzazione delle… a… e… agenzie e aziende specializzate… eeeeh… la modalità con cui oggi si accede alla rete… che si è molto velocizzata, non mi fate citare… sì, fatemi citare Google magari, e mi fermo qui… eeehhh… rende probabilmente superata l’impostazione che era stata data negli anni… trascorsi…. e dunque consiglia di orientare le risorse verso modalità più flessibili, più agili, più concrete e… articolate meglio rispetto al mutamento veloce della domanda.


Io non ce la faccio… stasera proprio non ce la faccio a commentare, perchè… perchè quando è troppo è troppo davvero. Ne riparliamo in un post successivo.

Questa voce è stata inserita Giovedì, 25 Ottobre 2007 a 11:03 pm ed è archiviato sotto italia.it. . Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso il RSS 2.0 feed. Tu puoi lascia una risposta, oppure trackback dal tuo sito.
Una Risposta a “italia.it: tre fischi e si chiude. FINE.”

(il mio commento) 1. G. Buzzanca Dice:
26 Ottobre 2007 a 12:38 am

Direi di essere molto contento della fine di questa cosa.
Ma quanto è stato speso, ad oggi? Mi verrebbe in mente un paragoncino con la vicenda del mitico ponte sullo stretto. Direi che per le società appaltatrici è quasi meglio che, alla fine. queste cose non si facciano. Guadagno assicurato.
Allora da una parte ci sono risvolti economici ed il lavoro della Corte dei Conti, da un altra le responsabilità politiche di non aver capito che cosa si era ereditato e da ultimo la speranza che questa storia sia di lezione. Intendo dire che carrozzoni, circhi mediatici, affari di famiglia e tutto quello che potrebbe descrivere il mitico portalone (ho ancora e ne sono orgoglioso la collezione di spillini, blocchetti etc etc… raccolti all’ultimo Forum PA) sono DEFINITIVAMENTE tramontati e quindi non si darà il caso di altri carrozzoni da milioni di euro pieni di nulla.
Avremo la forza di segnalare quello che dovesse avvenire? Direi che denunciare stanca.
Diceva Andreotti che il potere logora chi non ce l’ha!!

pos. (piccola osservazione secondaria)

I piccoli e non piccoli ras dell’accessibilità che erano stati arruolati in forze da italia.it verranno comunque pagati?
Cosa hanno prodotto?
Cosa hanno detto?
E le eccellenti persone dello staff della presidenza del consiglio che oltre a essere preparati sono dipendenti pubblici cosa hanno detto?
La fine viene decretata non certo per le nostre accuse nè per quelle di chissà chi altro.
Si seppellisce il morto senza neppure un’autopsia. Rutelli accenna a vetustà tecnologica, inconsistenza ed altro … Sarebbe carino se spendesse qualche parola in più. Almeno qualcuno avrebbe da imparare.

domenica 21 ottobre 2007

Portale d'oro, Rutelli ai giudici:

Non ho parole. Un intervento chiaro che mette fine a tante chiacchiere. Forse tardivo (parecchio) ma chiaro! http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200710articoli/26802girata.asp
Che cosa non ha funzionato? I tempi innanzitutto. Ci sono «comportamenti di superficiale valutazione se non di negligenza» nel definire le scadenze del lavoro, sostiene la commissione. Seconda nota dolente sono «i contenuti».....

Speriamo in una coerente presa di posizione che costituisca garanzia per l'evitare che casi simili si ripetano!
Isn't true?

E poi occorre sentire quello che Rutelli dice sul progetto ...
Tratto da http://ercolethetv.ning.com

giovedì 18 ottobre 2007

Open source?

Ma no non mi distraggo mica!!
Ho 100.000 (centomila) motivi per non distrarmi.
Quale sarà la mia meta? Basta aspettare. Non vi preoccupate non manca molto ... prima di natale sarà scritto.
Stavo traversando alcuni siti e facendomi una "rassegna stampa" onesta.

... e poi dice che uno si butta a sinistra ... (totò)

Accesso vietato ai documenti di Italia.it: una sconfitta per la legge Stanca?

Su webimpossibile un post da imparare a memoria.


Abstract


L'appello di Scandaloitaliano affinché fossero resi pubblici i documenti di gara relativi alla realizzazione del portale Italia.it è respinto dalla Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. La motivazione addotta dalla Commissione pone una seria ipoteca sulla possibilità di una analisi obiettiva del livello di attuazione della legge sulla accessibilità informatica, nella misura in cui impedisce di verificare il rispetto dell'articolo 4, che sanziona con la nullità i contratti che non prevedano il rispetto dei ventidue requisiti tecnici. .... (continua)

Rutelli dice che ...

... forse Italia.it sarà meglio chiuderlo.
Ma la collana ha ancora tante perle da infilare ...
Mi sembrerebbe sciocco costringere il Vice Presidente del Consiglioa prendere sempre le distanze. Certe cose vanno risolte alla radice.
Attendo con grande fiducia!

Open Source ...

... In tale ottica, il Ministero per l’innovazione e le tecnologie ha emanato la direttiva del 19 dicembre 2003 “Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle pubbliche amministrazioni” (G.U. del 7 febbraio 2004), con la quale si invitano le pubbliche amministrazioni a “tener conto della offerta sul mercato di una nuova modalità di sviluppo e diffusione di programmi informatici, definita “open source” o “a codice sorgente aperto”. L'inclusione di tale nuova tipologia d'offerta all'interno delle soluzioni tecniche tra cui scegliere, contribuisce ad ampliare la gamma delle opportunità e delle possibili soluzioni, in un quadro di equilibrio, di pluralismo e di aperta competizione”. L’obiettivo di tale iniziativa è quello di promuovere l’interoperabilità tra i diversi sistemi informatici della pubblica amministrazione ed evitare che i sistemi informatici siano dipendenti da un unico fornitore o da un’unica tecnologia proprietaria.

Vedi anche WikiPedia ...

(tratto da http://www.otebac.it/cose.html)

lunedì 15 ottobre 2007

Sul restauro virtuale ...

Questo intervento è pubblicato nel Forum Conservazione e Restauro nel tema " RESTAURO VIRTUALE: workinprogress ". In fase successiva ho deciso di lasciare sul forum poco più di un link per evitare un inutile alluvione di parole nel luogo sbagliato.
l
Penso sia utile leggere su quel forum tutto lo svolgimento dei fatti ... e farsi un idea precisa.

Non mi interessano polemiche personali ne attraverso queste ritengo di poter rivendicare la mia esistenza... I testi (e le date) sono reperibili in buone biblioteche.

Utile a proposito credo sia il Contributo di Carlo Federici "Qualche chiosa al restauro cosiddetto "virtuale" pubblicato sul numero 43 di Kermes (luglio-settembre 2001). E' detto nel corpo dell'articolo che "poichè di questo tema mi ero occupato già un paio d'anni fa, utilizzerò gran parte delle argomentazioni che ho impiegato in una breve nota pubblicata nella "Gazette du livre mèdièval" n.34/1999 pp.49-52, dal titolo "Restauro tradizionale e restauro virtuale come "divergenze parallele"".
Diciamo anche che di restauro virtuale tratta anche Cesare Chirici in "Il restauro virtuale: più vero del vero (Parol on line - maggio 1999 - rivista on line dell'Università degli studi di Bologna).
In entrambi i casi, mi pare si discute piuttosto chiaramente del valore stesso del termine restauro virtuale attribuendo a questa tecnica d'intervento valore di modello, tecnica diagnostica, comunque non quella di restauro. E' proprio Federici a definire (siamo nel 1999) il restauro virtuale come un ossimoro.
La discussione su questi termini, in altre parole è stata intensa e tracce se ne trovano già nel 1996 quando Mediamente (la trasmissione di Carlo Massarini) intervistava la restauratrice Debora Papetti sul tema "Restauro e tecnologie digitali".
Il rapporto tra l'informatica applicata e le tecniche di restauro e la conservazione del bene culturale in genere è tema amplio e meritevole di approfondimenti.
Su queste cose, credo valga la pena di discutere.

ps. su alcune cose meglio non esprimermi.
ps2. a proposito di soldi ... questa fa proprio ridere! Ed è difficile immaginare quanto!
Anzi se qualcuno mi assoldasse nel proprio ufficio stampa sono sin d'ora disponibile.
ps3. di questo forum non sono moderatore ne socio. Mi pare, in ogni caso un errore piuttosto grossolano questo ping-pong che nulla risolve.

Per altro occorre sottolineare come l'articolo di Carlo Federici nasca come considerazioni critiche a seguito della partecipazione dello stesso a Convegno Oltre il visibile: “restauro fisico” per conservare e “restauro virtuale” per valorizzare: una metodologia in evoluzione, tenutosi a Roma presso il Teatro dei Dioscuri il 19 aprile 1999 nell'ambito della Prima settimana della Cultura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Ufficio Centrale per i Beni Librari, le Istituzioni Culturali e l’Editoria.

Un articolo di
Daniela MOSCHIN: Restauro 'fisico' per conservare e restauro 'virtuale' per valorizzare si trova sul numero 3 del 1999 (maggio/giugno) della rivista "I Beni culturali" edito dalla BetaGamma editrice ...

Web 2 e strumenti collaborativi

Web 2.0 e strumenti collaborativi: hanno un senso per i Beni Culturali e la formazione?

Un seminario di Rinascimento Digitale. On line gli interventi

venerdì 12 ottobre 2007

Offresi consulenza

Phishingatori (o voi che vi dilettate nel phishing) e/o spammatori vari, se questo è il livello:

Gentile cliente ,
Il nostro servizio in linea ha incontrato parecchi problemi e necessit? essere aggiornato. Per contribuire noi a proteggere voi ed il vostro cliente aggiorniamo prego le vostre informazioni scattandoci sul seguente collegamento: .. Fare click qui per andare alla pagina dell`autorizzazione
Considerazioni migliori,
Il reparto sicurezza

CONFIDENZIALE!
Questo email contiene le informazioni confidenziali ed и inteso per il destinatario autorizzato soltanto. Se non siete un destinatario autorizzato, restituisca prego il email noi ed allora cancellilo dal vostri calcolatore e posta-assistente. Potete nи usare nи pubblicare qualsiasi email compreso i collegamenti, nй rendete loro accessibili ai terzi in tutto il modo qualunque. Grazie per la vostra cooperazione.

Mi offro a tariffe concorrenziali per la revisione sintattica, grammaticale e logica di questi testi. Astenersi perditempo!

giovedì 11 ottobre 2007

Heinz Leitner


A lungo incerto se scriverlo o no ... certe volte vengono a mancare persone importanti, centrali, che hanno lavorato intensamente...
Ma la notizia rimane ristretta a pochi addetti ai lavori ed in fondo è normale così ...
Ma la perdita è grave ... e prende come un pugno allo stomaco.


CIDOC
ICHIM
Un ricordo sul sito dell'ICCROM

lunedì 8 ottobre 2007

sabato 6 ottobre 2007

Ingiustizia è fatta

Rigettato il ricorso per prendere visione degli atti di gara e contrattuali di italia.it

Oggi italia.it domani i cloni. Non molestiamo o arrechiamo nocumento alla amministrazione !! Gli atti amministrativi trovano ragione solo in se stessi e non ammettono altro che consenso. Forse chi lavora lo fa per noi, Punto a capo

Dalle motivazioni:

"il generico [?!?] richiamo ad “un interesse collettivo alla massima trasparenza” formulato dall’aggregazione istante non giustifica il rilascio della documentazione richiesta da parte del Ministero, nascondendo e configurando, in realtà un vero e proprio controllo sull’operato e sull’agire della pubblica amministrazione, espressamente non condiviso dalla giurisprudenza maggioritaria…"
Secondo la dottrina prevalente, inoltre, l’ interesse deve essere: serio, ossia meritevole e non emulativo (cioè fatto valere allo scopo di recare molestia e nocumento) e adeguatamente motivato, con riferimento alle ragioni che vanno esposte nella domanda di accesso. (...) L’interesse all’accesso deve presentare, infine, un ulteriore requisito fondamentale, ossia deve corrispondere ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso.

lunedì 1 ottobre 2007

Un link: i cantieri, gli archivi e la comunicazione

kermes - internet per il restauro: La tutela dei Beni Culturali: i cantieri, gli archivi e la comunicazione

A bullet to the mind, bullets in the mind

  • sono uno statalista (cosa vorrà dire?)
  • credo nella necessità della condivisione pubblica del sapere
  • che obbliga a mantenere tutte le chiavi di accesso in modo che il possesso dei mezzi tecnici non significhi anche il governo delle idee e dei progetti;
  • per questo motivo occorrerebbe mettere cortesemente alla porta
  • chi tenta di proporsi come (costosissimo) portiere e/o garante (il tecnico in camice bianco);
  • affaristi di varia levatura;
  • lavoratori per se stessi;
  • persone che cambiano maglia a seconda degli ambiti lavorativi e delle cifre a disposizione (dipendente/libero professionista/portiere/schiavo/consulente)
  • ecc...
ps. ieri un tizio conosciuto occasionalmente mi ha spiegato come una certa cosa (area comunicazione ...) del costo di 3.000 euro sia stata piazzata all'amministrazione XXX a 22.500 euro.
Il lavoro, pagato, non è stato mai consegnato...

sabato 29 settembre 2007

E siamo arrivati a 58! ...

... che non sono i miei anni ma i milioni di euro di italia.it, il nostro amato prototipo che tanto ci piacerebbe definire inimitabile.
Una letura da affrontare, comunque, dopo aver fatto (abbondante) colazione.

Ed anche se non c'entra evidentemente nulla con questo discorso il sito di culturaitalia.it continua a non essere on line, nonostante il conclusissimo conto alla rovescia.

giovedì 27 settembre 2007

Cybersmart (buone pratiche)

Ho dimostrato, a proposito sia del dominio culturaitalia che del dominio beniculturali come siano state compiute indecifrabili operazioni di cybersquattering al fine di ottenere vantaggi (di varia natura) dal posizionamento vicino a quello del sito istituzionale. Sino, come nel caso di culturaitalia ad occupare la posizione prima ancora che questa venisse registrata, sebbene pubblicizzata da molti mesi.
Non ci sono solo cattivi esempi e cattive pratiche.
Oggi parlerò in positivo, per gli aspetti che è giusto riconoscere.

L'Osservatorio tecnologico per i beni e le attività culturali (OTEBAC) è un centro del Ministero per i Beni e le Attività culturali, per monitorare e sostenere gli istituti culturali nella realizzazione dei siti web e per una corretta digitalizzazione e accessibilità dei contenuti.
(dalla mission del sito, home page).
Definito l'acronimo sono state occupati tutti i domini ragionevolmente occupabili da malintenzionati:

Tutte queste URL re-inviano al (noto) sito www.otebac.it

Fuori, ma ininfluenti, sono:

martedì 25 settembre 2007

Cybersquatting o no?

E' una attività nota. L'espressione anglosassone cybersquatting o anche domain grabbing (da to grab=ghermire) indica il fenomeno di accaparramento di nomi di dominio corrispondenti a marchi altrui o a nomi di personaggi famosi al fine di realizzare un lucro sul trasferimento del dominio a chi ne abbia interesse.

Ho citato in un post precedente i culturaitalia disponibili e quelli occupati. Ieri (giuro su xxxxxxxxx) ho resistito alla tentazione di registrare uno. Che senso avrebbe avuto?

E se parlassimo, invece, di Beniculturali?

Ed anche se non c'entra nulla con questo discorso il sito di culturaitalia.it continua a non essere on line, nonostante il conclusissimo conto alla rovescia.

Virtuale? No! Economico ...

Le modifiche recentemente intervenute alla voce "Restauro Virtuale" su Wikipedia dovrebbero aprire un dibattito intenso sull'uso ed il ruolo degli strumenti quali wikipedia e comunque sulla correttezza dell'agire nell'ambito delle discussioni culturali.

Questa è la lettera da me inviata all'autrice delle variazioni:

Cara Nadia
la modifica della voce da te attuata su wikipedia è quanto di più contrario allo spirito di wikipedia possa esistere.
Un dibattito in atto (dai confini incerti) viene presentato con l'attribuzione di meriti, copyrights ed altro.
Questo è esattamente contrario a quello che un dibattito dovrebbe proporre.
E' una operazione che, mentre wikipedia propone la formula dei Creative Commons, ributta il dibattito indietro di molti anni.
Tra l'altro le auto-attribuzioni andrebbero verificate e quanto avevo letto, per altro, mi rendevano affatto certo di questo.
Comunque sia una primogenitura intellettuale (ammettiamo che esista) non è attribuzione di diritto di sfruttamento. Questo è insito nel concetto di copyright.
Per altro sarebbe come pensare di "
brevettare" termini quali "Tecniche di esecuzione" oppure "mappature tematiche".
Mi spiace. Confondere un dibattito appena aperto con conclusioni raggiunte è poco rispettoso di quanti a questo pensavano di partecipare.

Non aspettavo questa azione.
Se questi sono i termmini della questione non c'è, evidentemente, nessuno spazio per discussioni.

Giancarlo Buzzanca

 
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